Epatite A,B,C: conosci le differenze?

Le epatiti virali, che sono le malattie del fegato più diffuse, costituiscono ancora un serio problema per la sanità pubblica, anche se negli ultimi anni molto si è speso in prevenzione e in diagnosi precoce.

L’epatite virale in generale è un’infiammazione del fegato che provoca dolore e gonfiore: la causa più comune è uno dei sei virus dell’epatite (A,B, C, D, E e G), tutte le forme causano l’infiammazione del fegato, compromettendo la sua capacità di funzionare. La mancanza di afflusso di sangue al fegato, le sostanze tossiche, le malattie autoimmuni, l’uso eccessivo di alcol, una lesione al fegato e l’assunzione di determinati farmaci possono causare l’epatite. Più raramente invece l’epatite può essere causata da infezioni virali come la mononucleosi e dal citomegalovirus.

Il fegato demolisce i rifiuti prodotti nel sangue: quando il fegato si infiamma non è in grado di svolgere un buon lavoro e di sbarazzarsi quindi di questi rifiuti. Una sostanza di scarto  chiamata bilirubina comincia ad accumularsi nel sangue e nei tessuti dal momento in cui il fegato non funziona più correttamente; la bilirubina è ciò che rende la pelle di una persona colpita da epatite di un colore giallo-arancio (ittero). La bilirubina e le altre sostanze di scarto possono anche causare prurito, nausea, febbre e dolori muscolari.


Ci sono due tipi principali di epatite:
  • l’epatite acuta (di breve durata)
  • l’epatite cronica (della durata di almeno 6 mesi)

Epatite A
È un'infiammazione acuta del fegato causata dal virus HAV. Diffusa in tutto il mondo è legata alle condizioni igieniche di una popolazione, al suo grado di sviluppo nel trattamento delle deiezioni (in poche parole alla qualità delle sue fognature). Inoltre il contagio diffuso è favorito dall'irrigazione dei campi con acqua non potabile.
In Italia l'epatite A è piuttosto frequente, si contano circa 1500 casi all'anno.

Ha un periodo di incubazione tra 15 e 50 giorni.
Si trasmette per via oro-fecale, quindi con cibi o bevande per esempio frutti di mare crudi (la bollitura uccide i virus) o frutta e verdura e non lavata, utensili di cucina, abitudini familiari.
Inoltre si trasmette anche con pratiche sessuali che coinvolgono la bocca e l'ano o le mani. Se si viaggia in zone a rischio è opportuna la vaccinazione.

I sintomi
Può essere asintomatica o provocare la cosiddetta "itterizia" colorazione gialla della pelle e degli occhi, febbre, nausea o vomito, feci chiare, urina color scuro e dolore al fianco destro.
L'epatite A non cronicizza mai, ma raramente può evolvere in fulminante che porta alla morte della persona colpita.

Prevenzione
Si è contagiosi al massimo 15 giorni prima dei sintomi, cioè nel momento in cui il virus si riproduce attivamente. 
Non bisogna avere rapporti oro anali, e avvisare i partner con i quali si sono avuti rapporti negli ultimi due mesi. È importante lavarsi sempre le mani dopo essere stati in bagno. 
Il vaccino è costituito da virus inattivato, è consigliato in caso di rischio, e non sono mai stati segnalati effetti gravi.

Epatite B
È un'infiammazione acuta del fegato causata dal virus HBV e può verificarsi in forme gravi anche subito.
In Italia vi sono 1000 nuovi casi l'anno, ed è molto diffusa nel mondo. Il problema è che si stimano oltre un milione di portatori cronici in Italia, molti dei quali non lo sanno.

Ha un periodo di incubazione tra 40 e 160 giorni.
Si trasmette attraverso sangue, sperma, secrezioni vaginali e saliva. 
Qualunque tipo di rapporto sessuale può contagiarci, e così lo scambio di  spazzolini, rasoi, siringhe o anche oggetti usati durante i rapporti sessuali; possono  essere fonte di contagio il tatuaggio, il piercing, e tutte la attività che espongono alla perdita di sangue.
In presenza di grossa carica virale anche un bacio profondo può trasmettere la malattia e in un rapporto sessuale il rischio di trasmissione per singolo rapporto è del 40%. 
Si rimane contagiosi anche per sei mesi, e, se si cronicizza, per tutta la vita.

I sintomi sono gli stessi dell'Epatite A.

I portatori cronici dopo un'epatite B sono il  5-10% delle persone che si infettano con il virus HBV.
Possono contagiare per via di sangue, per via sessuale, e non solo. Possono andare incontro, con il tempo, sia alla cirrosi che al cancro, ma il più delle volte rimangono semplici portatori. Devono avvisare coloro che li curano della loro condizione.

La diagnosi viene fatta con l'esame del sangue, non ci sono cure, tranne il riposo e l'astinenza completa dagli alcolici. Nelle forme croniche si usano vari farmaci, e la guarigione è definitiva, anche se ci si espone di nuovo al contagio.

Prevenzione del contagio
Avvisare tutti i partner degli ultimi sei mesi, e astenersi dai rapporti finché non si capisce bene come stiamo. Se l'epatite si cronicizza vaccinare il partner.

Prevenzione
Usare il preservativo sempre protegge efficacemente, non dimenticarlo mai. La vaccinazione è obbligatoria a 12 anni di età dal 1991, ed è gratuita anche per gli adulti per maschi che hanno rapporti con maschi, per le prostitute, e per i familiari e conviventi di portatori.
Attenzione anche ai viaggi, se avrete contatti con sangue o sessuali durante i viaggi, ci si può vaccinare contro l'epatite B e A con un solo vaccino.

Epatite C
È un'infiammazione acuta del fegato causata dal virus HCV.
In Italia vi sono 500.600 casi nuovi all'anno.

In questa epatite è molto frequente la cronicizzazione, (60/70%) e può favorire la cirrosi o il cancro del fegato.

Ha un periodo di incubazione 15 e 180 giorni
Si trasmette principalmente con il sangue e scarsamente tramite rapporti sessuali, il virus è presente nello sperma e nel liquido vaginale. Non è chiaro il rischio di trasmissione tramite l'attività sessuale, mentre la saliva o il contatto familiare non sono causa di infezione.

Sintomi
Solo il 30% ha sintomi, e quando li ha sono gli stessi che per la A e la B
Il 30% dei  portatori cronici va incontro a una cirrosi, e fra questi qualcuno avrà il cancro del fegato, dopo 10, 20 o 30 anni.
La diagnosi si fa con un esame del sangue e bisogna stare a riposo ed evitare alcolici. Nella malattia cronica si usano vari farmaci, spesso con ottimi risultati.

Prevenzione del contagio
Non tutti sono d'accordo sulla necessità del preservativo, dipende anche dalla carica virale, ci sono epatiti croniche con carica virale ridottissima, in cui il rischio è veramente basso.

Prevenzione
Utilizzare sempre il preservativo e niente scambio di oggetti taglienti, dall'ago, al rasoio.

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