Ipotiroidismo, quando la tiroide funziona poco


 
Debolezza muscolare, disturbi del sonno, aumento di peso, intolleranza al freddo e costipazione sono spesso spie di una tiroide che funziona poco. Si potrebbe trattare di ipotiroidismo, una patologia tipicamente femminile dovuta ad una riduzione della funzionalità della ghiandola tiroidea.

A cosa serve la tiroide

La tiroide è una ghiandola che si trova nella parte anteriore del collo a livello mediano ed è responsabile della produzione degli ormoni tiroidei.
È costituita da due tipologie di cellule:
•    Tireociti T (cellule follicolari), responsabili della produzione degli ormoni T3 (triiodotironina) e T4 (tiroxina). Questi ormoni svolgono diverse funzioni: regolano il metabolismo glucidico e lipidico, coordinano lo sviluppo corporeo e hanno effetti sul sistema cardiovascolare.
•    Tireociti C (cellule parafollicolari), responsabili della produzione di calcitonina, ormone particolarmente importante per l'omeostasi del calcio.

La secrezione ormonale della tiroide è regolata dal TSH (ormone tireostimolante), secreto dall'ipofisi e a sua volta regolato dal TRH (ormone di rilascio della tireotropina), prodotto nell'ipotalamo.

L’ipotiroidismo è una delle condizioni di più frequente riscontro nell’ambito della patologia tiroidea, soprattutto nel sesso femminile e nei pazienti di età avanzata.

Cos’è l’ipotiroidismo

L'ipotiroidismo è una condizione clinica caratterizzata da una diminuzione della produzione di ormoni tiroidei (in particolare T3 e T4) a causa di una ridotta funzionalità della tiroide.
La ghiandola tiroidea del paziente che ne è affetto non riesce a garantire la produzione adeguata di ormoni necessari per soddisfare le esigenze dell'organismo, determinando un rallentamento o una riduzione delle funzioni ormonali.

Questa patologia colpisce circa l’1% della popolazione italiana, ed oltre alle categorie a rischio già descritte essa si ritrova soprattutto in soggetti:

•    con familiarità positiva per malattie della tiroide
•    affetti da altre malattie autoimmuni come

?    vitiligine,
?    anemia perniciosa,
?    celiachia.

Cosa causa l’ipotiroidismo

Le cause di ipotiroidismo sono molteplici. Si distinguono:

•    Ipotiroidismo primitivo, che deriva da una disfunzione specifica della tiroide. È la tipologia più frequente.
Le cause principali di ipotiroidismo primitivo sono:

o    carenza di iodio,
o    malattie autoimmuni
(esempio: tiroidite autoimmune di Hashimoto),
o    tiroiditi infettive,
o    ipotiroidismo congenito,
o    asportazione chirurgica parziale o totale della ghiandola tiroidea,
o    terapia radiante pregressa alla tiroide

•    Ipotiroidismo secondario, che deriva da un malfunzionamento dell'ipofisi, ghiandola che regola la produzione degli ormoni tiroidei.
Le cause principali di ipotiroidismo secondario sono:

o    adenomi ipofisari
o    traumi ipofisari
o    terapia radiante pregressa all'ipofisi

•    Ipotiroidismo terziario, che deriva da un'alterazione dell’ipotalamo, struttura encefalica che regola l'ipofisi e quindi indirettamente la tiroide.
Le cause principali di ipotiroidismo terziario sono:

o    neoplasie ipotalamiche
o    traumi all'ipotalamo
o    terapia radiante ipotalamica

•    Ipotiroidismo iatrogeno, che deriva da un errato trattamento medico. Questa condizione deriva il più delle volte da una errata terapia per l'ipertiroidismo (condizione clinica caratterizzata da un aumento della produzione degli ormoni tiroidei) con dosaggi farmacologici eccessivi.

Come si manifesta l’ipotiroidismo

I sintomi associati all’ipotiroidismo sono molteplici. La maggior parte delle volte questa patologia si presenta con una manifestazione clinica lieve e con un esordio lento e graduale. Spesso si può manifestare con assenza di sintomatologia specifica, in tal caso sarà definito come ‘ipotiroidismo subclinico’. In altri casi i sintomi possono essere significativi ed invalidanti per il paziente.

I sintomi tipici di ipotiroidismo nell'adulto sono:

•    Debolezza muscolare e affaticamento,
•    Sonnolenza, depressione e letargia,
•    Deficit di memoria,
•    Deficit uditivi,
•    Aumento del peso corporeo,
•    Aumento del flusso mestruale e alterazioni della fertilità,
•    Aumento dei valori di lipidi e trigliceridi ematici,
•    Cute secca,
•    Intolleranza al freddo,
•    Indebolimento e perdita di capelli,
•    Abbassamento della frequenza cardiaca,
•    Crampi e rigidità articolare,
•    Costipazione,
•    Gozzo tiroideo (aumento di volume della ghiandola)
•    Edema sottocutaneo.

Si può prevenire l’ipotiroidismo

L’ipotiroidismo da carenza di iodio può essere prevenuto con un adeguato apporto dietetico. La tiroide per funzionare necessita infatti di adeguate quantità di iodio, substrato chimico che la ghiandola utilizza per sintetizzare gli ormoni.
Fonti di iodio sono:

•    frutta e verdura fresche,
•    carne di pollo e maiale,
•    pesce,
•    sale iodato.

Data la grande diffusione della malattia tra la popolazione è inoltre consigliato ai soggetti a rischio di sottoporsi annualmente ad un esame ematologico degli ormoni tiroidei.

Come si diagnostica l’ipotiroidismo

Il medico curante può sospettare una condizione di ipotiroidismo valutando i sintomi del paziente e compiendo l’esame obiettivo.

La diagnosi di certezza si ottiene effettuando un semplice esame ematologico, metodo semplice e non invasivo che consente di valutare i livelli degli ormoni tiroidei.

Gli ormoni che è necessario dosare sono:

•    TSH (ormone tireostimolante), il paramentro più importante da valutare. Un riscontro di livelli elevati di TSH contestualmente a livelli normali o bassi di T3 e T4 permette di porre diagnosi di ipotiroidismo,
•    T4 (tiroxina), in caso di ipotiroidismo il suo valore può essere invariato (ipotiroidismo lieve) o diminuito (ipotiroidismo grave),
•    T3 (triiodotionina), paramentro meno sensibile e spesso non valutato.

Nel caso in cui si sospetti un’eziologia autoimmune è opportuno richiedere il dosaggio degli anticorpi anti TPO (antitireoperossidasi), nel caso in cui siano elevati si pone diagnosi di ipotiroidismo primitivo di tipo autoimmune.

Come si tratta l’ipotiroidismo

La terapia dell’ipotiroidismo è farmacologica e si basa sull’assunzione di levotiroxina, analogo farmacologico dell’ormone T4 che la tiroide ipofunzionante non riesce più a produrre.
Il farmaco, assunto sotto forma di compressa o capsula molle, rappresenta il trattamento standard per l’ipotiroidismo. Assunto rispettando la corretta posologia e seguendo le indicazioni del medico curante permette la remissione totale dei sintomi.

In alcuni casi può essere opportuno compiere una terapia a base di Levotiroxina associata a Liotironina, analogo dell’ormone T3.

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