Fuma? No grazie, preferisco l'aria!

La prima Giornata, celebrata nel 2000, nasce in seno all’ICAT (International Coalition Against Tobacco), inglobato nell’INGCAT (International Non - Governmental Coalition Against Tobacco), organizzazione non governativa accreditata presso l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). In occasione della prima giornata è stato creato il sito Nonfumatori.it che rappresenta un vero punto di riferimento per gli italiani che non fumano, completamente gestito da volontari.

Fine ultimo della Giornata è ovviamente la prevenzione, caratterizzata anche dall’informare i fumatori e non sui pericoli del tabacco. Solo nel secolo scorso, infatti, sono stati ben 100 milioni i decessi legati al fumo e si stima che, entro la fine del 21° secolo, potrebbero salire addirittura a 1 miliardo.

Inoltre, stando ai dati dell’OMS, il fumo uccide una persona ogni sei secondi (83 mila decessi all’anno) ed è responsabile del 91% dei casi di cancro al polmone.

Alla Giornata aderiscono molte associazioni, tra cui la LILT (Lega Italiana Lotta ai Tumori).

Il fumo in Italia
Nel 2016, rispetto all’anno precedente, la percentuale dei fumatori è rimasta pressoché invariata: 11,5 milioni (22% della popolazione), rispetto ai 10,9 milioni (20,8%) del 2015. Il dato è stato presentato nel maggio scorso, inserito nel rapporto 2016 dell’ISS in occasione della Giornata Mondiale senza tabacco del 31 maggio. Si è osservato, inoltre, un lieve incremento della prevalenza di fumatori di entrambi i sessi: gli uomini passano dal 25,1% del 2015 al 27,3% del 2016, le donne dal 16,9% del 2015 al 17,2% del 2016.

L’analisi della prevalenza del fumo di sigarette tra gli uomini e le donne nelle varie classi di età ha mostrato, poi, che la percentuale di fumatori è ancora superiore a quella delle fumatrici in tutte le fasce di età. Nella fascia di età compresa tra i 25 e 44 anni si è registrata, inoltre, la prevalenza maggiore di fumatori di entrambi i sessi (24,1% delle donne e 31,9% degli uomini). Fumano di meno gli ultrasessantacinquenni: il 6,9% delle donne e il 18,2% degli uomini.

La distribuzione dei fumatori rispetto alle varie aree geografiche ha mostrato che la prevalenza di fumatori di sesso maschile si registra nelle regioni del Centro Italia (30.4%), mentre la prevalenza di fumatrici nelle regioni del Nord (19.9%). Il consumo medio di sigarette al giorno, infine, si è confermato intorno alle 13 sigarette.

La Carta dei Diritti dei non fumatori 
Funzionale alla Giornata è la Carta dei Diritti dei Non Fumatori, online sul sito della Fondazione Veronesi che raccoglie tra gli altri i fiedi diritti fondamentali:

-Diritto al benessere: “Tutti hanno il diritto di crescere in un ambiente in cui il fumo non impedisca, con le sostanze che diffonde, il regolare sviluppo psico-fisico”.
-Diritto all’aria pulita: “Tutti hanno il diritto di respirare aria pulita ovunque, soprattutto nell’ambiente domestico”.
-Diritto all’armonia: “Tutti hanno il diritto di abitare in un ambiente profumato, senza che tende, divani, vestiti e tappeti puzzino di sigaretta”.
-Diritto all’informazione: “Tutti hanno il diritto di essere informati sui danni estetici e fisici che il fumo di sigaro e sigaretta, attivo e passivo, può provocare”.
-Diritto al gioco: “Tutti hanno il diritto di correre, giocare e fare sport senza tossire o avere gli attacchi d’asma che provoca il fumo, ance passivo”.
-Diritto alla salute: “Tutti hanno il diritto di avere polmoni e vasi sanguigni puliti e un cuore ben funzionante”.
-Diritto alla libertà: “Tutti hanno il diritto di essere liberi da qualsiasi sostanza che crei abitudine, assuefazione e dipendenza, come la nicotina”.
-Diritto alla diversità: “Tutti hanno il diritto di essere considerati belli, forti e bravi, anche senza fumare”.
-Diritto alla parola: “Tutti hanno il diritto di criticare chi fuma in loro presenza”.
-Diritto all’ascolto: “Tutti hanno il diritto di essere ascoltati se dicono che il fumo dà fastidio”.

Fumo i rischi per il cuore e i vantaggi per chi smette
Il fumo danneggia il cuore e le arterie aumentando il rischio di patologie cardiovascolari anche gravi. Smettere di fumare allunga la vita. Nel mondo ogni anno muoiono, per malattie dovute al fumo, 4 milioni di persone (7 persone ogni minuto). In Italia la stima è di circa 100.000 morti all'anno per malattie dovute al fumo, di cui il 25% in un'età compresa tra 35 e 65 anni.

Non è mai troppo tardi per smettere! 
Indipendentemente da quando e quanto fumi, se smetti di fumare il tuo rischio di infarto cardiaco e di Ictus cerebrale inizia a ridursi. Molti vantaggi si ottengono già dopo poche settimane dalla sospensione del fumo e presto il tuo rischio cardiovascolare sarà simile a quello di chi non ha mai fumato.

I vantaggi dello smettere di fumare
Smettere di fumare allunga la speranza di vita e si riduce l'insorgenza di malattie:

1)I maschi e le femmine che smettono di fumare tra i 35 e 39 anni, vivono in media, rispettivamente 5 e 3 anni di più, rispetto ai coetanei che continuano a fumare; i maschi e le femmine che smettono di fumare tra i 65 e i 69 anni aumentano la loro aspettativa di vita in media di 1 anno.

2)La pressione del Sangue e la frequenza del battito cardiaco diminuiscono. Il rischio di avere un infarto cardiaco si riduce del 50% dopo 1 anno. Il rischio di avere un ictus cerebrale regredisce in 5-10 anni.

3)Il rischio di cancro del polmone è paragonabile a quello di chi non ha mai fumato dopo 10 anni dalla sospensione.
Smettere di fumare migliora la qualità della vita:

-olfatto e gusto migliorano già dopo alcuni giorni;
-la pelle ritorna più luminosa dopo alcune settimane;
-i denti diventano più bianchi;
-l'alito diventa più gradevole;
-gli abiti e i capelli non hanno più l'odore di fumo;
-il respiro migliora e scompare la tosse da fumo;
-si salgono più facilmente le scale;
-ci si sente meglio risparmiando anche soldi.

Quali danni provoca il fumo?
Le sostanze nocive presenti nel fumo di sigaretta danneggiano l'organismo con diverse azioni:

1-cancerogena (sviluppo e accrescimento del cancro del polmone, del cavo orale, della laringe, dell'esofago, del pancreas, della vescica del rene);
2-irritante (tosse, bronchite cronica, enfisema);
3-ossidante (enfisema, atero-sclerosi sotto forma di infarto cardiaco, ictus cerebrale, emorragia cerebrale, trombosi, invecchiamento precoce).

Il fumo riduce inoltre il trasporto di ossigeno ai tessuti e fa aumentare la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca. Senza contare il colore delle dita delle mani e l'alito e gli abiti impregnati!

I danni del fumo passivo
Il fumo di sigaretta rappresenta la principale fonte di inquinamento negli ambienti chiusi. La correlazione tra il fumo passivo e l'insorgenza di malattie cardiovascolari e di cancro nei non fumatori è ben nota. Il fumo passivo è considerato cancerogeno per l'uomo. Il fumo passivo è particolarmente dannoso per i neonati e per i bambini.

Gli effetti del fumo sulla gravidanza
Durante la gravidanza, a fumare una sigaretta sono sempre in due: la mamma e il bambino. Gli effetti nocivi sul nascituro sono rappresentati da una crescita ritardata del feto dovuta ad una minore irrorazione sanguigna e ossigenazione.

Anche il fumo del sigaro o della pipa è dannoso
Anche i fumatori di pipa o di sigari hanno un aumentato rischio di morte per infarto cardiaco e ictus cerebrale; tuttavia l'incremento di rischio è minore rispetto ai fumatori di sigarette, probabilmente per la minore quantità di fumo inalato.

In che modo il fumo danneggia il cuore e le arterie?
Il fumo di sigaretta aumenta il rischio di Aterosclerosi e di infarto cardiaco: può danneggiare le cellule che rivestono internamente i vasi arteriosi (endotelio) favorendo la formazione delle placche di aterosclerosi, che a livello coronarico possono diventare causa di infarto cardiaco; può alterare la funzione del sangue, favorendo la formazione di trombi; aumenta il monossido di carbonio nel sangue, riducendo la disponibilità di ossigeno per il cuore e per altri tessuti vitali; la nicotina, come già detto, aumenta la frequenza del battito cardiaco e la pressione arteriosa.

Vi sono altri fattori che, come il fumo, fanno aumentare il rischio di aterosclerosi coronarica e infarto cardiaco: l'ipertensione, il diabete, gli alti valori di colesterolo nel sangue, l'obesità e uno stile di vita sedentario. Se un fumatore ha uno o più fattori di rischio la probabilità di malattia o di morte per aterosclerosi coronarica o infarto cardiaco si moltiplica.

Il fumo di sigarette è il più importante fattore di rischio di infarto cardiaco nei giovani (sotto i 50 anni) e nelle donne.
Le donne hanno un rischio di infarto cardiaco 6 volte maggiore rispetto alle non fumatrici. Le donne che fumano ed usano contraccettivi orali hanno un rischio di infarto carico o di ictus 5 volte più alto rispetto alle donne non fumatrici che usano contraccettivi orali.

Che cosa introduciamo con il fumo di sigaretta?
Quando si fuma una sigaretta, oltre alla nicotina, introduciamo nel nostro organismo una gran quantità di sostanze nocive per la salute. La parte visibile del fumo contiene catrame. Se si fumano 20 o più sigarette al giorno, si accumulano ogni anno nei polmoni da 100 a 600 grammi di questo materiale scuro, appiccicaticcio, costituito da una complessa miscela di idrocarburi aromatici, cancerogeni. È giusto sapere che la concentrazione di queste sostanze nel fumo di sigaretta è 10.000 volte maggiore di quella presente nell'atmosfera in una strada nell'ora di punta!

La parte non visibile del fumo che rappresenta la maggior parte di ciò che viene aspirato, contiene gas tossici tra cui il monossido di carbonio (sostanza emessa anche dai gas di scarico delle automobili), l'ammoniaca, le nitrosamine, i nitrili, gli idrocarburi volatili, la formaldeide ecc. Alcune di queste sostanze derivano dai fertilizzanti e pesticidi usati per la coltivazione del tabacco. Il monossido di carbonio si sostituisce all'ossigeno nei globuli rossi e riduce la capacità di respirazione di tutti i tessuti. Tutte queste sostanze non solo si depositano nei polmoni, ma vengono anche assorbite nel sangue e quindi in tutto l'organismo di chi fuma, e si disperdono nell'ambiente contribuendo all'inquinamento (fumo passivo).

Come smettere di fumare
La stragrande maggioranza dei fumatori inizia nell'adolescenza o ancor prima. L'industria produttrice di sigarette fa leva sulla particolare suscettibilità dei giovani e propone attraverso la pubblicità modelli persuasivi. La nicotina è responsabile della dipendenza dal fumo. La nicotina, presente in tutti i tipi di tabacco, è una sostanza che dà dipendenza. Assorbita dai polmoni, raggiunge il cervello dove interferisce con la funzione di alcune cellule. Con il tempo però la nicotina danneggia le stesse cellule nervose rendendole incapaci di funzionare se la sostanza non è presente. Si instaura, così una vera e propria tossicodipendenza, con relativa crisi di astinenza.

Per coloro che devono smettere le maggiori difficoltà si evidenziano entro 24 ore dall'ultima sigaretta ed il punto più critico, per resistere alla tentazione di ricominciare a fumare, si verifica nei primi 4 giorni. I sintomi dell'astinenza, però, tendono ad attenuarsi tra la prima settimana e il primo mese.

I fumatori sono una minoranza della popolazione, ad oggi circa un terzo degli adulti. Il desiderio di smettere di fumare è presente in oltre 4 su 5 fumatori.
Smettere di fumare è una delle cose più importanti che una persona possa fare per proteggere la propria salute, anche se spesso non è molto facile riuscirci. Molti fumatori infatti tentano di smettere più volte prima di avere successo.

Esistono oggi diverse strategie per aiutare i fumatori a smettere di fumare:

-consigli per chi vuole smettere di fumare da solo;
-tecniche di supporto individuale;
-terapie di gruppo;
-trattamenti farmacologici con sostanze che attenuano i sintomi di astinenza (nicotica e bupropione) da assumere sotto controllo medico.
-Interventi combinati, ad esempio terapie di supporto e farmacologiche sembrano essere particolarmente efficaci.

È attivato in Italia un Numero Verde contro il Fumo (800 554088). Si tratta di un servizio nazionale, anonimo e gratuito, operativo dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 16.00.



Fonte
Pagine Mediche
Fondazione Umberto Veronesi

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