Tra le braccia di morfeo con qualche inconveniente: i principali disturbi del sonno

L'apnea ostruttiva del sonno è una condizione medica caratterizzata da interruzioni nella respirazione durante il sonno dovute all'ostruzione - totale o parziale - delle vie aeree superiori. È nota anche come OSAS (Obstructive Sleep Apnea Syndrome), ovvero "sindrome delle apnee ostruttive nel sonno".

Esistono diversi livelli di gravità della patologia: si ha apnea quando l'interruzione del respiro va dai 10 secondi e meno di 3 minuti; si ha ipopnea, invece, quando si ha una riduzione parziale del respiro; si ha il RERA (Respiratory Effort Related Arousal) quando c'è limitazione della respirazione con progressivo aumento dello sforzo respiratorio seguito da un repentino sblocco. Il disturbo interessa più frequentemente gli uomini rispetto alle donne e, in quest'ultime, è più frequente dopo la menopausa.

Almeno la metà dei russatori presenta Apnee NotturneQuesti soggetti, durante la notte, respirano molto rumorosamente e sono soggetti a ripetuti episodi di apnea, determinati da una temporanea ostruzione delle alte vie aeree.

Ciò comporta una diminuzione ciclica (ripetuta) della quantità di ossigeno nel sangue, definita ipossia; i pazienti, nel ripristinare una corretta respirazione, effettuano, nel sonno, ampi movimenti dei muscoli respiratori della gabbia toracica e dell'addome. Il ricorrente incremento dello sforzo ventilatorio può determinare sia bruschi risvegli notturni o microrisvegli non coscienti, sia aumenti patologici della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa, in alcuni casi anche centinaia di volte per notte.

Spesso, è solo il partner ad accorgersi di quanto accade durante il sonno. La conseguenza più immediata è la frammentazione del sonno, con riduzione delle fasi più profonde specifiche del riposo (fase 3 - sonno REM), che vengono compromesse. 

E' importante sapere che le apnee sono fenomeni respiratori di diverso tipo: abbiamo evidenza di apnee (o ipopnee) ostruttive quando il meccanismo che le determina è una chisura (ostruzione) temporanea delle vie respiratorie, mentre le apnee sono definite centrali, quando a essere alterato è il meccanismo che controlla la respirazione. Nel primo caso il torace e l'addome si muovono con energia nel tentativo di incamerare aria, fino al cosidetto "sussulto" respiatorio; nel secondo caso, torace e addome sono completamente fermi in quanto a mancare è la capacità di riconoscere il "bisogno" di respirare, in altre parole la sensibilità alla quantità di ossigeno e anidride carbonica nel sangue circolante.

Vengono considerate significative le apnee e le ipopnee di durata superiore a 10 secondi; per le ipopnee è necessario poi che si accompagnino a una corrispettiva riduzione di ossigeno nel sangue (desaturazione).

I sintomi
I sintomi che ne derivano sono quindi principalmente di tipo neurologico:
-Sensazione di sonno non efficace
-Eccessiva attività motoria notturna (gambe, molti cambiamenti di posizione)
-Sonnolenza diurna e crisi improvvise di sonno
-Cefalea mattutina
-Facile stancabilità
-Diminuzione del grado di attenzione e concentrazione, in particolare sul lavoro
-Perdita di riflessi o loro notevole riduzione.
-Deterioramento intellettuale
-Cambiamenti nello stile di vita
-Disordini comportamentali
-Irritabilità, ansia
-Peggioramento dell'umore, depressione
-Modificazioni della libido
-Enuresi

Nel tempo, invece, si manifesteranno condizioni patologiche a carico dell'apparato cardiaco e respiratorio:
-Aumento delle dimensioni del cuore
-Incremento della pressione arteriosa 
-Aritmie cardiache notturne (a es. Fibrillazione atriale)
-Ipertensione del circolo polmonare
-Insufficienza ventricolare destra e sinistra
-Aumentata incidenza di infarto miocardico, di ictus cerebrale, di morte improvvisa.

La ricerca
I soggetti maggiormente predisposti sono maschi (con un'incidenza del 9% rispetto al 4% del sesso femminile), di età superiore a 30 anni. Fattori di rischio sono l'eccedenza ponderale o l'obesità conclamata, il diabete, la broncopatia cronica, l'ipotiroidismo, le patologie vascolari, le alterazioni dell'anatomia mandibolare, le patologie delle cavità nasali (es. deviazione del setto, ipertrofia dei turbinati), del palato molle (ptosi), del faringe. L'alcool, il fumo di sigaretta, la privazione del sonno, possono inoltre incrementare il numero e la severità degli episodi apnoici.

Da molto tempo, le cronache e la ricerca ci hanno messo a conoscenza del fatto che l'alcool è alla base di almeno il 50% degli incidenti automobilistici. La Sindrome delle Apnee Notturne determina, secondo i risultati di recenti studi il 20 % circa di questi eventi.

Fisiopatologia della sindrome delle apnee notturne
La Sindrome delle Apnee Notturne è un disturbo respiratorio caratterizzato da ripetuti collassi delle vie aeree superiori durante il sonno, in grado di determinare un temporaneo arresto del flusso d'aria ai polmoni (apnea) con diverse conseguenze:

-riduzione della saturazione di ossigeno,
-arousals corticali (microrisvegli) e alterazioni della struttura del sonno
-frammentazione del sonno REM (il sonno caratterizzato da Rapid Eyes Movement) con sonnolenza residua il giorno successivo
-attivazione del sistema nervoso autonomico (durante i tentativi di compenso),
-alterazioni emodinamiche i cui effetti si possono osservare anche nella veglia (periodici aumenti delle pressioni negative intratoraciche, maggiore afflusso venoso al cuore, suo ingrandimento)

Conseguenze cliniche
Sintomi soggettivi: roncopatia, sonnolenza
Sequele neuropsicologiche (da frammentazione del sonno REM)
Alterazioni metaboliche (da ipossia)
Ipertensione arteriosa (per attivazione ortosimpatica)
Patologia cardio e cerebrovascolare
Aritmie

Fonte 
Humanitas 

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