Piazza del Plebiscito s'illumina di viola, colore simbolo dell'epilessia

In Campania il centro di riferimento per la diagnosi e cura è al Policlinico dell'università Federico II. Diretto da Salvatore Striano e poi da Antonella Coppola, la struttura segue oltre cinquemila pazienti. Il termine 'crisi epilettica' descrive una varietà di sintomi neurologici dovuti a una scarica elettrica anomala, sincronizzata e prolungata di cellule nervose della corteccia o del tronco cerebrale. Il 5% di tutte le persone ha almeno una crisi epilettica durante la sua vita, ma non è considerato affetto da epilessia. 

La diagnosi di epilessia implica una tendenza a crisi epilettiche ripetute che si trova nello 0.5% della popolazione. Crisi epilettiche sono favorite da fattori che aumentano l'eccitabilità elettrica delle cellule nervose e abbassano la naturale soglia alla loro scarica spontanea: l'uso o la sospensione improvvisa di certi farmaci, droghe o alcool; febbre, deficit di sonno, alterazioni degli elettroliti, e infine fattori genetici e metabolici. 

Si parla di epilessia idiopatica o primaria quando la storia clinica e gli esami diagnostici non rivelano cause per crisi epilettiche ripetute. Mentre la maggior parte delle epilessie idiopatiche è infatti dovuta a fattori genetici e metabolici ancora sconosciuti e si manifesta in età infantile o adolescente, una grande parte delle epilessie secondarie si manifesta dopo i 40 anni. Cause di epilessie secondarie sono tumori e traumi cerebrali, ischemie o emorragie cerebrali, la trombosi dei seni cerebrali venosi, malformazioni vascolari, e malattie infiammatorie del cervello come vasculiti, meningiti, encefaliti o la sclerosi multipla.

Per la diagnosi di epilessia è necessaria un'accurata valutazione dei sintomi e della storia clinica, che deve possibilmente comprendere anche le osservazioni dettagliate da parte di terzi, in quanto l'alterazione o la perdita di coscienza spesso precludono una descrizione dei sintomi da parte del paziente stesso. 

L'elettroencefalogramma (EEG) rileva l'attività elettrica del cervello ed è un'analisi fondamentale nella diagnosi dell'epilessia, perché le alterazioni elettriche, spesso molto indicative, possono essere presenti anche in assenza dei sintomi. Al di fuori delle crisi epilettiche, però, le alterazioni elettriche possono mancare, pertanto un EEG normale registrato al di fuori di una crisi non esclude la diagnosi di epilessia. Altri esami diagnostici includono la risonanza magnetica o TAC cerebrale e esami di laboratorio, e sono indicati per accertare o escludere cause specifiche.

In base alla sintomatologia clinica e al tracciato EEG delle crisi epilettiche si distinguono epilessie generalizzate (le scariche anomale iniziano contemporaneamente nei due emisferi cerebrali) ed epilessie parziali o focali (le scariche anomale iniziano in una determinata parte del cervello). Quando le scariche iniziano localmente per poi diffondersi a tutto il cervello si parla di epilessia secondariamente generalizzata. I più frequenti tipi di crisi epilettiche generalizzate e parziali sono:

Crisi di tipo tonico-clonico ("grande male"): sono crisi generalizzate che possono avere sintomi premonitori (aura: irritabilità, ansia, cefalea) e iniziano con perdita della coscienza, deviazione degli occhi in alto per poi continuare con contrazioni muscolari generalizzate e simmetriche (fase tonica), che in seguito sono interrotte da brevi rilassamenti della muscolatura (fase clonica). 

L'alternanza tra contrazione e rilassamento dà il tipico aspetto di scosse muscolari ritmiche ('convulsioni'), che verso la fine dell'attacco diminuiscono di frequenza. Le crisi durano in genere meno di un minuto e sono seguite da uno stato confusionale con stanchezza e dolore muscolare. Quest'ultimo è dovuto all'intensità delle contrazioni muscolari involontarie, che possono anche causare ferite (morso della lingua), traumi cranici o fratture ossee.

Crisi di assenza ("piccolo male"): sono crisi generalizzate e brevi (meno di 10 secondi) che si manifestano tipicamente in età infantile e scolastica. Sono caratterizzate da un improvviso arresto motorio con uno stato di coscienza apparentemente conservato. Tuttavia, durante le crisi di assenza, il bambino non è in grado di rispondere e in seguito non ricorda l'episodio. Possono essere accompagnate da contrazioni ritmiche della muscolatura mimica o più raramente da altri fenomeni di tipo tonico o atonico. Crisi di tipo tonico, atonico o mioclonico: sono crisi generalizzate di breve durata, con o senza perdita della coscienza. Si verificano in bambini con sindromi epilettiche o durante malattie febbrili.

Crisi parziali semplici: sono crisi focali durante le quali coscienza e memoria sono conservate. I sintomi sono multiformi perché dipendono dalla localizzazione cerebrale delle scariche. Se queste avvengono nella corteccia motoria, i sintomi possono consistere nella rotazione della testa e degli occhi e in contrazioni muscolari da un lato del corpo. Altri sintomi sono la sensazione di formicolio o sensazioni di tipo visivo, uditivo o gustativo anomale. 

Quando sono coinvolti centri nervosi autonomi, i sintomi possono essere avvertiti come disagio nella regione addominale, pallore o sudorazione. Infine, i sintomi possono essere psichici con sensazioni anomale e improvvise di ansia, una percezione distorta della propria persona, dell'ambiente e del tempo, allucinazioni, o la percezione di aver già vissuta o mai vissuta una particolare situazione ("déjà vu", "jamais vu").

Crisi parziali complesse ('psicomotorie'): sono crisi focali con alterazione dello stato di coscienza, incapacità di comunicare ed eliminazione della memoria per il tempo della crisi. Come nelle crisi parziali semplici, i sintomi dipendono dalla localizzazione delle scariche, la quale - al contrario di quanto era suggerito in passato - non è limitata al lobo temporale. Iniziano con l'arresto improvviso dell'attività corrente e sono spesso caratterizzati da movimenti automatici ripetuti della bocca o gesti automatici delle mani, linguaggio automatico e alterato, movimenti oculari o comportamento anomalo.

Normalmente le crisi epilettiche si risolvono spontaneamente entro pochi minuti. Quando perdurano o quando si ripetono in modo ravvicinato si tratta di uno stato di male epilettico che rappresenta (soprattutto quando le crisi sono di tipo convulsivo) un'emergenza medica che richiede terapia immediata. Stati epilettici protratti possono essere letali perché possono portare a grave insufficienza respiratoria.

Oltre a essere suddivise secondo il tipo di crisi, le epilessie vengono classificate in sindromi epilettiche, che raggruppano determinati tipi di crisi con altri aspetti clinici caratteristici. Le più importanti sindromi sono l'epilessia del lobo temporale, l'epilessia rolandica, le epilessie miocloniche dell'infanzia e dell'età giovanile, l'epilessia con assenze, la sindrome di West e la sindrome di Lennox-Gastaut.

La farmacoterapia dell'epilessia impiega farmaci antiepilettici, che con diversi meccanismi stabilizzano le proprietà elettriche della membrana delle cellule nervose, impedendo così le scariche elettriche spontanee. Si tratta perciò di una terapia sintomatica che non elimina la causa dell'epilessia. Tuttavia garantisce una vita normale a molti pazienti che altrimenti sarebbero gravemente limitati o minacciati da frequenti crisi epilettiche. 

La terapia deve tenere conto della situazione e delle esigenze individuali del paziente e va indicata con cura, perché è prolungata e con effetti collaterali potenzialmente gravi, che possono comunque essere minimizzati nella maggior parte dei casi. In particolare, deve essere probabile o sicura la diagnosi di epilessia, e deve essere probabile che le crisi epilettiche si ripetano nel futuro. La terapia, perciò, non si inizia dopo una prima e singola crisi epilettica o senza che sia accertata una causa dell'epilessia che renda probabile crisi ripetute. 

Vanno inoltre considerate la frequenza delle crisi e la loro gravità clinica, relazionandole alla situazione personale e professionale del singolo paziente. Infine, è necessario eliminare fattori di rischio evitabili come il deficit di sonno o l'abuso di alcool. La scelta del farmaco deve considerare il tipo di crisi e la sindrome epilettica, la durata della terapia e i possibili effetti collaterali sempre rispetto alla situazione del singolo paziente. È importante iniziare con un dosaggio basso che va gradualmente aumentato per trovare la minima dose sufficiente a controllare le crisi.

I classici farmaci antiepilettici sono valproato e carbamazepina (che sono spesso i farmaci di prima scelta), fenitoina e fenobarbital. Da pochi anni è disponibile una serie di farmaci di nuova generazione (felbamato, gabapentin, lamotrigina, levetiracetam, oxcarbazepina, tiagabina, topiramato, vigabatrin) usati per indicazioni particolari o per aumentare l'efficacia della terapia quando la monoterapia con un antiepilettico classico non riesce a sopprimere le crisi epilettiche. 

Studi clinici recenti indicano che gabapentin, lamotrigina e oxcarbazepina possono essere usati anche in monoterapia, mentre felbamato e vigabatrin comportano il rischio di effetti collaterali così seri da restringerne l'uso a epilessie resistenti ad altri farmaci e indicazioni pediatriche particolari. L'uso di etosuccimide è ristretto alle crisi di assenza. Per la terapia acuta di una crisi epilettica sono disponibili diazepam, lorazepam, clonazepam e fenitoina per via endovenosa o rettale. 


Fonte
Neurologia.it

Prestazioni

Cerca tra le prestazioni

Esami di Laboratorio

  • Chimica Clinica
  • Ematologia
  • Microbiologia
  • Radioimmunologia
  • Biologia Molecolare
  • Dosaggio farmaci e droghe
  • Test di intolleranza alimentare
  • Tossicologia
  • Breath Test
  • Ricerca Papilloma Virus
  • Diagnostica Allergologica
  • Approfondisci

Radiologia Diagnostica

  • Radiologia digitale
  • Risonanza Magnetica Aperta
  • TAC 3D Multislice
  • Ecografia
  • Ecocardiografia
  • Ecocolodoppler
  • Mammografia digitale
  • M.O.C. Dexa
  • Ortopantomografia
  • Dentascan
  • Approfondisci

Medicina Nucleare

Scintigrafie
  • Cardiologica
  • Renale
  • Endocrinologica
  • Epatica
Ricerca di patologie a carattere focale
  • Lesioni ossee di tipo benigno o maligno
  • Ricerca di lesioni primitive (vascolari, neoplastiche, flogistiche)

Convenzioni

Il Centro Basile è accreditato con il Servizio Sanitario Nazionale, con l'ASL Napoli 1 e convenzionato con numerosi Enti.

L'elenco degli esami in convenzione e le relative tariffe sono disponibili in accettazione e alla seguente pagina web.

È necessaria l'impegnativa del Medico di base ed un documento di riconoscimento.
Approfondisci

Servizio trasporti

Sede Principale

  • 7:00 - 20:00
    (Prelievi: 7.00 - 12.00 / 15.00 - 17.00)
  • 7:00 - 13:00 (Prelievi: 7.00 - 11.00)
  • 8:00 - 13:00 (Prelievi: 8.00 - 11.00)
  • NAPOLI Viale Michelangelo, 13
  • 081.5781262 - 081.5789596 - 081.5784343
  • 081.5788792

Sede Arenella (solo laboratorio)

  • 7:30 - 12:30 / 15.30 - 18.30
    (Prelievi: 7.30 - 11.00)
  • 7:30 - 12:30 (Prelievi: 7.30 - 11.00)
  • NAPOLI Via Giacinto Gigante, 86/88
  • 081.5448849
  • 081.5448849

Sede Vomero (solo laboratorio)

  • 7:30 - 12:30 / 15.30 - 18.30
    (Prelievi: 7.30 - 11.00)
  • 7:30 - 12:30 (Prelievi: 7.30 - 11.00)
  • Via Raffaele Morghen 129 – Napoli
  • 081.5788467
  • 081.5788467

Sede Rione Alto (solo laboratorio)

  • 7:30 - 12:30 / 15.30 - 18.00
    (Prelievi: 7.30 - 11.00)
  • 7:30 - 12:30 (Prelievi: 7.30 - 11.00)
  • Via Pasquale del Torto - uscia ascensore Metro Linea 1 – Napoli
  • 081.5468732
  • 081.5468732

Sede Soccavo (Radiologia Diagnostica e Laboratorio)

Reparto Laboratorio

  • 7:30 - 13:30 / 14.30 - 18.30
  • 7:30 - 12:30

Reparto Radiologia

  • 8:30 - 13:30 / 14.30 - 18.30
  • 8:30 - 12:30
  • NAPOLI Via Epomeo, 219
  • 081.7283816
  • 081.7283816

Sede Fuorigrotta (Solo Laboratorio)

  • 7:30 - 13.00 / 15.00 - 18.30
    (Prelievi: 7.30 - 11.00)
  • 7:30 - 11:00 (Prelievi: 7.30 - 11.00)
  • NAPOLI Via E. Arlotta, 21
  • 081.2391774

Sede P.co San Paolo (Solo Laboratorio)

  • 7:30 - 12.00 / 15.30 - 18.00 (Prelievi: 7.30 - 11.00)
  • 8.00 - 11.30 (Prelievi: 8.00 - 10.30)
  • NAPOLI Via M. Bakunin, 15
  • 081.7678065

Scrivici