Nuovo decreto sui vaccini: cosa cambia?

L’obbligo vaccinale è una misura di prevenzione nata circa 50 anni fa e resa obbligatoria dall’emergenza epidemica dell'epoca. Con il passare del tempo sono stati sviluppati nuovi vaccini, causando la suddivisione in due gruppi, vaccinazioni obbligatorie e raccomandate; tuttavia anche queste ultime sono offerte gratuitamente e attivamente dal Servizio sanitario nazionale

Cosa cambia con il decreto approvato il 19 maggio?

I vaccini tornano obbligatori per l'iscrizione a scuola da 0 a 16 anni. I bambini di nido e asili, da 0 a 6 anni, non saranno accettati in mancanza del libretto vaccinale. Alle elementari, medie e nei primi due anni di liceo viene applicato lo strumento delle sanzioni ai genitori che non presentano all'atto dell'iscrizione la documentazione richiesta. L'obiettivo è di aumentare le percentuali di copertura della popolazione pediatrica e tutelare la salute di chi, non potendo ricevere il vaccino per controindicazioni gravi, ora rischia il contagio e conseguenze severe. Grazie all'insufficiente difesa della collettività virus e batteri hanno ripreso a diffondersi. Si è andata perdendo la cosiddetta immunità di gregge, garantita con soglie superiori al 95%.

E chi viene iscritto alle elementari o alle medie senza le certificazioni richieste per legge?

I genitori dovranno giustificare il motivo della mancata o incompleta vaccinazione, ad esempio con un eventuale ritardo legato alla lista di attesa. L'alunno però potrà cominciare a frequentare. Nel frattempo il dirigente scolastico segnalerà alla Asl l'elenco dei non vaccinati e i servizi pubblici convocheranno i genitori per convincerli, attraverso l'informazione, a mettersi in regola entro un certo periodo di tempo. Se questo non succede, la Asl deve comunicare il caso al Tribunale dei minori che verificherà se esistono gli estremi per mettere in discussione la patria potestà e far intervenire i servizi sociali. Gli alunni con specifiche condizioni cliniche documentate e attestate dal medico di medicina generale sono esentati dall'obbligo. Il dirigente si preoccuperà di inserire il bimbo in classi composte da compagni vaccinati.

Quali vaccinazioni diventano obbligatorie?

Alle quattro già previste (antipolio, tetano, difterite, epatite B) si aggiungono haemophilus influenzae, responsabile di alcune forme di meningite, meningococco B e C, morbillo, rosolia, parotite, pertosse e varicella, finora raccomandate. 
La distinzione sparisce in quanto si è rivelata controproducente e ha fatto credere ai cittadini che le non obbligatorie fossero di importanza trascurabile. Si tratta di profilassi da somministrare secondo il calendario pediatrico entro il 5°-6° anno, a cominciare dai primi mesi di vita. Quindi già all'età dell'ingresso alle elementari i bimbi dovrebbero aver completato i cicli delle dosi. Non bisogna dimenticare i richiami: saltarli significa compromettere la difesa immunitaria.

Tutti i vaccini dell'elenco incluso nel decreto saranno gratuiti? E per chi?

Sì, con il nuovo piano vaccinale approvato pochi mesi fa e incluso nei Lea (i «Livelli essenziali di assistenza», cioè le prestazioni a carico del servizio sanitario pubblico) tutti i vaccini del calendario sono gratuiti per i cittadini che ne hanno diritto in base all'età. La gratuità resta anche nel caso in cui un bambino abbia saltato qualche appuntamento vaccinale e i genitori vogliano mettersi in regola.

Si comincia già nel prossimo anno scolastico 2017-18?

Sì, da settembre. I genitori all'atto dell'iscrizione dovranno dunque munirsi del libretto rilasciato e timbrato dalla Asl. Non vale l'autocertificazione.

Come ha funzionato finora?

L'obbligo vaccinale, limitato a quattro profilassi, è stato introdotto nel 1967. Nel 1998 è intervenuta la legge Bassanini che ha stabilito come al posto del libretto potesse bastare la presentazione dell'autocertificazione. Nel 1999 è arrivato il decreto del presidente della Repubblica che all'articolo 1 ha cambiato ancora: «La mancata certificazione non comporta il rifiuto di ammissione dell'alunno alla scuola dell'obbligo o agli esami». 
Il diritto allo studio venne giudicato superiore a quello della salute. Il livello di protezione dalle malattie infettive era sopra il 97% e si ritenne opportuno confidare nell'adesione spontanea. Da allora è cominciato un progressivo allentamento dei vincoli.

Qual è, in questo momento, la maggiore minaccia epidemica?

Il morbillo è al primo posto con oltre 2.300 casi notificati finora soltanto per l'anno in corso. Siamo al secondo posto in Europa. Spaventa anche la pertosse.

Fonte: corriere.it/salute

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