Emergenza siccità: anche la salute è a rischio?

L’estate è solo agli inizi ma è già da diverse settimane che l’Italia boccheggia e soffre, stretta nella morsa delle alte temperature, in una delle stagioni più calde e asciutte degli ultimi anni



L’afa e le insufficienti precipitazioni degli ultimi sei mesi hanno fatto già scattare l’allerta siccità in tutta la nostra penisola e in particolare nelle regioni meridionali. Le scarse piogge invernali e primaverili non hanno consentito il ripristino delle riserve idriche che ad oggi risultano già insufficienti in molte province. E le previsioni metereologiche non fanno sperare in una prossima inversione di tendenza, con il sole e il caldo che continueranno a farla da padrone.

Come il lago di Como

Il nostro Paese si trova a dover fronteggiare la mancanza di una quantità d’acqua pari all’intero lago di Como. E le previsioni per il futuro non sono rosee a livello globale. L’impatto maggiore della siccità è su allevamenti e coltivazioni, con pesanti ricadute economiche in un momento dell’anno che invece dovrebbe essere di spinta all’economia. Gli effetti dannosi della siccità sono stati ben definiti e studiati nel contesto meteorologico, idrogeologico, agricolo ed economico. Poco approfondite sono invece le sue ripercussioni sulla nostra salute e forse non siamo adeguatamente preparati ad affrontarne le conseguenze nel breve e lungo termine, essendo la disponibilità di acqua data ormai per scontata nei Paesi occidentali e industrializzati. I cambiamenti climatici che ci troviamo a fronteggiare compromettono però seriamente questa certezza e anche la medicina deve prepararsi, approfondendo lo studio delle ripercussioni che ha la siccità sulla nostra salute.

Adeguati livelli igienico-sanitari

La disponibilità di acqua potabile di qualità, non contaminata e non stagnante, è infatti prerogativa essenziale per il mantenimento di adeguati livelli igienico-sanitari delle comunità e per il contenimento della trasmissione e diffusione di malattie infettive. Le conseguenze dirette e indirette della siccità sulla salute umana dipendono ovviamente sia dalla durata e dall’entità del periodo di siccità, che dal tessuto economico e sociale del territorio e dalla sua disponibilità di risorse.

Possiamo classificare le patologie legate alla siccità in: 

  • malattie “trasmesse dall’acqua” (contaminata), come varie forme di diarrea e disturbi gastrointestinali causati dal batterio Escherichia Coli e altri patogeni quali il colera, la cui diffusione sta aumentando in diverse aree del pianeta; 
  • malattie “basate sull’acqua”, che sono quelle in cui un parassita svolge parte del suo ciclo vitale nell’acqua, come nel caso della schistosomiasi;
  • malattie “correlate all’acqua”, che sono dovute al fatto che non il parassita, ma un suo vettore ha un ciclo che coinvolge l’acqua.

Affezioni del tratto respiratorio

L’esempio più noto è la malaria, legata al ciclo dell’anofele che si svolge prevalentemente in acque stagnanti. La siccità, oltre a ridurre la quantità di acqua disponibile, ne peggiora la qualità, con un aumento di acque stagnanti dove tali patogeni possono facilmente proliferare. Ci sono poi le malattie “lavate dall’acqua”, che sono quelle in cui la carenza stessa di acqua compromette anche l’igiene personale con conseguente aumento dei microrganismi in circolazione e la possibilità di contrarre con maggiore facilità patologie infettive. In ambito urbano la scarsità di piogge comporta soprattutto a lungo termine l’esacerbazione di affezioni acute e croniche del tratto respiratorio (asma, allergie, bronchiti, polmoniti) per l’accumulo nell’aria di allergeni, polveri sottili e agenti inquinanti che vengono normalmente lavati via dalla pioggia. Tali patologie colpiscono maggiormente le categorie più a rischio, quali bambini, anziani, soggetti allergici, fumatori e particolari tipologie di lavoratori a rischio.

Il problema dell’«acqua invisibile»

Diversi studi hanno associato inoltre la siccità a numerosi altri effetti dannosi per la salute umana tra cui l’iponutrizione, diverse patologie mentali e l’aggravamento di condizioni patologiche croniche preesistenti che possono perdurare anche dopo il termine della situazione di emergenza. L’Italia è tra i primi Paesi in Europa sia per il consumo pro capite di acqua che per quantità di acqua sprecata, la cosiddetta “acqua invisibile”. Secondo recenti valutazioni il vero spreco non è l’acqua che si beve, ma quella che “si mangia”, perché per la produzione di ogni pasto che portiamo in tavola è stata consumata a monte un’enorme quantità di acqua, la cosiddetta “impronta idrica” di un prodotto alimentare.

Una risorsa preziosa e insostituibile

Secondo il Food sustainability index, l’Italia è sesta al mondo per quantità di acqua a disposizione, ma a fronte di ciò abbiamo uno spreco eccessivo, più o meno equamente distribuito in tutto il nostro Paese, frutto di una malaccorta gestione delle risorse idriche. Bisogna quindi correre ai ripari. Ma cosa si può fare? La parola chiave che accomuna la siccità con la medicina è “prevenzione”. Prevenire la siccità attraverso opportuni interventi ambientali e sociali mirati a una più oculata gestione di una risorsa preziosa e insostituibile quale l’acqua, significa prevenire importanti rischi per la salute. Spetta a tutti noi singolarmente prestare la massima attenzione.

Programmi di educazione al consumo

I consumi potrebbero essere di gran lunga ridotti grazie a un uso più attento e parsimonioso, evitando gli sprechi attraverso semplici gesti, che noi tutti conosciamo già, ma che tendiamo a dimenticare per pigrizia e disattenzione. Il nostro piccolo contributo, insieme a interventi strutturali da parte delle istituzioni, volti ad aumentare l’efficienza degli impianti per ridurre le perdite di acqua, è al momento l’unico e fondamentale rimedio può aiutarci ad affrontare e superare una tale emergenza. Fare un uso più razionale e consapevole di un bene primario come l’acqua, oggi sempre più prezioso e perciò definito “oro blu”, rappresenta una necessità e un obbligo per tutti noi. È quindi importante promuovere opportuni programmi di educazione al consumo d’acqua, allo scopo di alimentare in ogni cittadino un sano senso civico per un utilizzo sostenibile delle risorse idriche, visto e considerato che le nostre scelte di oggi incidono fortemente e irreversibilmente sul nostro futuro e sulla nostra salute.

Fonte: corriere.it

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