Dracula e le nobili vene

La stirpe non fa le singulari persone nobili,
ma le singulari persone fanno nobile la stirpe.
(Dante Alighieri)

Chi è Dracula? Che aspetto ha? Quali sono le sue caratteristiche fisiche e la sua personalità? Dove vive? Come si comporta? Qual è la sua storia? Chi sono i vampiri? Il tuo immaginario, da quando sei nato, è stato mai sfiorato dalla paura dei lupi, dei pipistrelli, dei sinistri castelli? Bè, a parte la leggenda dell'originale Conte Dracula, il vampiro ha avuto una reale erede. 

Erzsébet Báthory di Ecsed, altrimenti nota come la Contessa Dracula, aveva una deprecabile abitudine:beveva il sangue delle sue vittime convinta che il sangue delle giovani donne avesse il potere di farla ringiovanire, e quindi giù a berne abbondanti bicchieri, o a farci il bagno per mantenersi giovane e bella. Erzsebét vanta un record non contesissimo, per la verità. Nella sua carriera non lunga, ma intensissima, pare infatti che la contessa abbia ucciso un qualcosa come 650 ragazze, una cifra altissima e comunque molto variabile, secondo gli studi e le ricerche condotte. Fu infine denunciata e l’indagine della polizia portò alla macabra scoperta: centinaia di corpi straziati e uccisi. Fu fatto il processo, ma lei aveva amici potenti e così la sua pena non fu la morte. Nel 1610 venne murata viva nel suo castello, dove quattro anni più tardi si lasciò morire di fame. 

Verità? Fantasia? Venirne a capo non è facilissimo anche perché questa vicenda contiene davvero elementi paradossali.
Resta il fatto che i "vampiri" erano nobili di sangue blu.

Ma perchè si dice: nobili dal "sangue blu"?

Secondo una prima ipotesi, questo termine deriverebbe dall'abitudine riservata dei nobili di trascorrere la maggior parte del tempo nei propri castelli o possedimenti. Questo comportamento borioso consentiva loro di mantenere il distacco con la plebe (costituita in maggioranza da braccianti agricoli o in generale lavoratori costantemente esposti alla luce del sole), inoltre evitava loro di acquisire il colorito abbronzato (ritenuto "sporco") di queste classi "inferiori".

Una seconda ipotesi riconduce la nascita di questo modo di dire alla diffusione di una patologia, l’emofilia, molto diffusa tra la nobiltà europea dei secoli scorsi. L’emofilia determina un difetto nella coagulazione del sangue, favorendo emorragie, provocando lividi e gonfiori bluastri, ed è stata in passato avvantaggiata dall'abitudine dei nobili di unirsi tra consanguinei per proteggere la purezza della stirpe e preservarne la discendenza.

Un ulteriore ma meno avvalorata spiegazione collegherebbe il termine "sangue blu" alla colorazione bluastra che assumevano i nobili affetti da argiria (patologia che causa tra le altre cose la decolorazione della cute), malattia causata dall'assunzione di cibo contaminato dall'argento delle posate.

Da cosa dipende il colore delle vene?


Il colorito del nostro sistema circolatorio "visibile" dipende da una serie di interazioni tra: 
  • colore naturale della parete del vaso
  • colore del sangue 
  • colore dei costituenti dell'epidermide e del derma
Le pareti dei vasi sono generalmente neutre.

Il sangue che arriva fino alle vene cave nell'atrio destro (sangue venoso) è di un colore rosso/bluastro ed ha un basso contenuto di O2 (ossigeno molecolare), mentre il sangue arterioso è di un colore rosso brillante, e nei capillari polmonari si arricchisce dell'O2 e cede la CO2 all'aria contenuta nei polmoni.

La cute (costituita da acqua, proteine e grassi) assorbe le lunghezze d'onda della luce a bassa energia e riflette le uniche che hanno una 'spinta' per arrivare al nostro occhio, esattamente le onde che noi percepiamo come blu. 


All'origine della credenza che i nobili avessero sangue blu potrebbe esserci un’altra leggenda, che vede gli Atlantidei avere sangue e pelle del medesimo colore. Manetone ed Erodoto ci confermano che gli Egizi facevano molta attenzione ai colori che utilizzavano nei loro affreschi. Ma stranamente, in alcuni di essi, troviamo certi dèi dipinti di blu, come ad esempio Amon e Shu. (...) Questi sarebbero stati abitanti di Atlantide, scampati al disastro che interessò la loro isola, così come il resto del mondo. La prima élite. I primi sovrani del mondo. Per questo, il concetto di “blu” come sinonimo di regalità si perpetuò nei secoli, fino ai nostri tempi.
Giorgio Pastore, Dèi del cielo, dèi della Terra

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