Parkinson, i 10 sintomi da tenere d’occhio

Ne hanno sofferto il cardinale Carlo Maria Martini e papa Giovanni Paolo II, ma anche Mao Tse-Tung, Adolf Hitler, Francisco Franco. Si tratta del Parkinson, una malattia neurodegenerativa causata dalla morte progressiva di alcune cellule del cervello che producono dopamina, un neurotrasmettitore che controlla i movimenti automatici del corpo.



Quando questo mediatore è carente, compaiono tremore a riposo, rigidità, lentezza motoria. In Italia si contano oggi circa 300mila malati, per lo più maschi, con età media d’esordio compresa fra i 59 e i 62 anni. Gli esperti ricordano che, anche nel caso di questa patologia (come in molte altre), è importante giocare d’anticipo. Ecco, dunque, dieci campanelli d’allarme da non sottovalutare segnalati da Gianni Pezzoli, direttore del Centro Parkinson dell’Azienda socio sanitaria territoriale Gaetano Pini-Centro traumatologico ortopedico di Milano.

Disturbi dell’olfatto

Molti anni prima delle manifestazioni motorie, può comparire una perdita dell’olfatto (la capacità di percepire gli odori). Si potrebbe, ad esempio, avere difficoltà ad avvertire il profumo di una torta appena sfornata o di un mazzo di fiori.

Stipsi

È uno dei sintomi precoci della malattia. Anche chi non ha mai sofferto di costipazione potrebbe cominciare ad avere l’intestino «pigro», oltre ad avvertire un fastidioso senso di gonfiore e di «cattiva digestione». Niente allarmismi, però, perché, come chiarisce Gianni Pezzoli, direttore del Centro Parkinson dell’Azienda socio sanitaria territoriale Gaetano Pini-Centro traumatologico ortopedico di Milano, «la stipsi è un disturbo molto comune, che spesso non ha nulla a che fare con il Parkinson».

Disturbi urinari

Si manifestano generalmente con la frequente necessità di fare pipì. «Ciò avviene sia perché la vescica non si svuota completamente dopo avere urinato, sia perché lo stimolo viene avvertito anche quando la vescica non è ancora piena», spiega Pezzoli. Disturbi, questi, che non devono comunque far scattare subito l’allerta perché spesso causati dalla prostata ingrossata.

Alterata sudorazione

Può comparire ridotta sudorazione o, al contrario, sudorazione abbondante (iperidrosi). Anche la pelle può subire delle alterazioni, diventando untuosa e seborroica. La parte superiore del corpo (viso, braccia, torace) è generalmente la più colpita.

Voce flebile

Gradualmente la voce potrebbe cominciare a cambiare, diventando flebile e monotona, al punto che chi ascolta chiede di alzare il tono perché fatica a sentire.

Difficoltà di scrittura

Una spia iniziale della malattia riguarda la scrittura: i caratteri, inizialmente di normali dimensioni, si contraggono e si rimpiccioliscono verso la fine di una parola o di una riga (micrografia). Gruppi di lettere sono spesso intervallati da spazi, incertezze, arresti. Inoltre, alcune lettere risultano particolarmente difficili da scrivere: accade nel caso della E e della L, che hanno occhielli o ripiegamenti, oppure nel caso della M e della N, cui si tende ad aggiungere una o più gambe. In alcuni casi, la scrittura è alterata al punto da diventare indecifrabile.

Problemi di deglutizione

«La deglutizione è l’insieme dei processi che consentono di trasferire il cibo dalla bocca allo stomaco- spiega Pezzoli - Si tratta di un procedimento complesso che implica l’attivazione di circa 28 muscoli in 10-11 secondi, in una rigida sequenza temporale». Capita che, nelle fasi iniziali di malattia, un pezzo di pane, un sorso di succo di frutta, un po’ di formaggio o una foglia di insalata vadano di traverso (disfagia). Inoltre, proprio a causa di una ridotta deglutizione, la saliva può accumularsi in bocca.

Ridotto movimento di un braccio

Tra i possibili campanelli d’allarme della malattia c’è la difficoltà a muovere un braccio. È tipico notare, durante la camminata, che un braccio oscilla meno dell’altro. «Questo accade perché il Parkinson esordisce sempre in modo asimmetrico, coinvolgendo prima una parte del corpo (destra o sinistra) e poi l’altra», specifica Gianni Pezzoli.

Disturbi del sonno

«Uno dei possibili segnali precoci della malattia è il «Rem behavior disorder (Rbd)», un disturbo del movimento e del comportamento che si verifica durante la fase Rem, in cui il sonno è più profondo», dice Pezzoli. «In pratica, chi ne soffre presenta attività motoria e verbale, come gesticolare, parlare, urlare, imprecare, tirare pugni e calci, correlata al contenuto dei sogni, che spesso risultano vividi e angoscianti».

Depressione

Potrebbe manifestarsi molto prima della comparsa dei disturbi motori, sotto forma di umore triste, affaticamento, modificazioni dell’appetito, disturbi di memoria. Si associa spesso ad apatia, ovvero uno stato di indifferenza emotiva, in cui manca la voglia di svolgere o intraprendere anche le più semplici attività quotidiane.

Fonte: corriere.it

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