Pressione minima alta: cause, sintomi e cosa fare

Tenere sotto controllo la pressione arteriosa

È  il primo passo per quantificare i rischi connessi alle malattie cardiovascolari, all’insufficienza cardiaca ed altre patologie gravi. Prima di parlare della pressione minima alta dobbiamo innanzitutto chiarire cosa intendiamo quando parliamo di pressione arteriosa.

Quando si parla di pressione arteriosa si fa riferimento al sangue pompato dal cuore sui vasi, ed in particolare indica la forza con cui il sangue preme contro le pareti dei grossi vasi, le arterie. Se la pressione arteriosa è alta, e si mantiene tale per molto tempo, si parla di ipertensione arteriosa: una condizione che può provocare seri danni alle pareti dei vasi.

Il cuore batte secondo intervalli precisi con un ritmo regolare nel tempo generando due tipi di pressione: quella sistolica detta pressione massima e la pressione diastolica detta pressione minima. La pressione massima o sistolica è quella pressione che si misura quando si contrae il ventricolo sinistro, quella diastolica o minima quando quest’ultimo è in stato di rilassamento.

Ma cosa succede se si ha la pressione minima alta? Cosa fare? Dunque cerchiamo di chiarirvi ogni dubbio.

Sintomi della pressione minima alta: come riconoscerli?

Quale valore è più importante nella misura della pressione? Il valore massimo o il minimo? La risposta è: entrambi! Se i valori della pressione si aggirano tra 110 e 140 di massima e 70 e 90 di minima possiamo stare tranquilli perché i nostri valori rientrano nella norma.

Per parlare di ipertensione arteriosa è necessario che i nostri valori salgano al di sopra dei 140/90; anche se valori compresi tra 120 e 139 di massima o tra 80 e 89 di minima indicano già una condizione di pre-ipertensione.

Il monitoraggio del valore di pressione minima è particolarmente importante nelle popolazioni più giovani perché più soggette a sforzi fisici come sport o divertimenti vari.

Pertanto, è necessario tenere sotto controllo la pressione arteriosa, effettuando misure periodiche, e se notiamo una significativa variazione rispetto ai valori normali, è bene prendere tempestivi provvedimenti e contattare il proprio medico che valuterà la necessità o meno di ulteriori indagini.

Quali sono i sintomi?

Spesso, i sintomi di una pressione minima alta sono assenti oppure facilmente confondibili con situazioni del tutto fisiologiche come astenia, affaticamento, mal di testa pulsante, capogiri, acufeni, apnee e fame d’aria. Il medico, infatti, valutato il vostro quadro clinico dovrà indagare a fondo e sottoporvi ad analisi specifiche come ascoltare il cuore battere per rilevare la presenza di particolari anomalie, ascoltare il rumore generato dal sangue sulle pareti delle arterie più importanti di collo, addome ed arti, misurare la pressione endoculare e monitorare la frequenza cardiaca con un elettrocardiogramma.

Accanto a queste valutazioni, il medico potrà prescrivervi delle analisi del sangue perché la pressione minima alta può danneggiare anche organi ed apparati diversi dal cuore. A tal proposito è importante valutare: la funzionalità renale con il dosaggio della creatinina, la potassiemia, glicemia, colesterolemia ed indagini su particolari infezioni batteriche e virali. Molto importante per il medico sarà anche la raccolta della vostra storia medica personale: assunzione di altri farmaci, alimentazione, attività fisica, fumo, alcool, sostanze d’abuso.

Cosa fare se si ha la pressione minima alta?

Quando la pressione minima è alta, risulta elevato anche il rischio di malattie cardiovascolari. Se lo sfigmomanometro (lo strumento per misurare la pressione) segna una minima superiore agli 80 mmHg (millimetri di mercurio) dovete iniziare a monitorarla costantemente per capire la causa dell’aumento di questo valore. I casi possono essere isolati e non denotare alcuna patologia, ma se una volta effettuate più misurazioni giornaliere notiamo che la minima rimane alta, bisogna rivolgersi ad un medico che valuterà se iniziare o meno una terapia con farmaci antipertensivi.

Quali sono le cause della pressione minima alta?

Ad incidere sull’aumento di questo valore vi sono diversi fattori che vanno ricercati sia in condizioni fisiologiche dell’organismo (stress, ansia, malformazioni congenite) sia in situazioni esterne all’organismo e strettamente legate allo stile di vita. Le cause di una pressione minima alta solo le stesse dell’ipertensione arteriosa e le cose vanno di pari passo. Una dieta scorretta e una vita poco attiva non sono raccomandabili per chi soffre di pressione minima alta. Fumo, alcol e consumo di bevande nervine in dosi elevate come caffè, thè e bevande energetiche andrebbero evitate. L’essere in sovrappeso o obesità, molto spesso, provoca l’accumulo all’interno delle pareti delle grosse arterie di colesterolo che genera un ostacolo al flusso sanguigno generando un aumento della pressione.

Anche lo stress e le malattie renali possono giocare un ruolo importante nella patologia perché alterano e rialzano i valori della pressione minima come anche una disfunzione tiroidea che andrebbe diagnosticata. Tuttavia, esistono alcuni farmaci come gli anticoncezionali, i cortisonici, gli antinfiammatori non steroidei, decongestionanti nasali possono provocare un aumento della pressione arteriosa.

La pressione minima alta può essere causata da elevati livelli di colesterolo nel sangue e per saperlo con esattezza dovrete effettuare delle normalissime analisi del sangue che misureranno: colesterolo totale, colesterolo HDL, LDL e trigliceridi. Una volta accertato che il livello è alto si deve necessariamente cambiare stile di vita!

Ma come capire se soffriamo di pressione alta?

Per capire bisogna misurare la pressione arteriosa con un apposita strumentazione. La pressione può essere misurata dal proprio medico di famiglia o dal farmacista e per tenere sotto controllo quotidianamente la pressione si possono acquistare degli appositi misuratori direttamente nella vostra farmacia di fiducia. Ci sono misuratori da polso e da braccio, i migliori sono quelli da braccio perché forniscono una misurazione più accurata della pressione arteriosa. Quelli da polso sono un po’ meno affidabili perché dopo un certo numero di misurazioni si starano e necessitano di essere sottoposti a manutenzione.

Quali sono i momenti più adatti per misurare la pressione?

Innanzitutto per controllare la pressione arteriosa ad accertarsi se si soffre o meno di ipertensione arteriosa bisogna effettuare un periodo di monitoraggio assiduo. Misurate tre o quattro volte al giorno la pressione preferendo alcuni momenti specifici. Evitate di misurare i valori al mattino, in quanto appena svegli la pressione è più alta rispetto al resto della giornata perché il corpo deve iniziare ad attivarsi. Misurate i valori della pressione nelle ore tra i pasti (non misurate la pressione immediatamente dopo aver mangiato) e la sera. Nelle ore serali i valori della pressione sono quelli reali. Sedetevi per qualche minuto e procedete alla misurazione, evitate di misurare la pressione se siete troppo affamati o se dovete andare in bagno, evitate le misurazioni dopo il caffè e le sigarette e, soprattutto, se pensate di soffrite di ipertensione è bene che iniziate a smettere di fumare e bere troppi caffè. La nicotina ha un effetto dannoso sulla pressione arteriosa perché riduce l’apporto di ossigeno alle nostre cellule, accelera il battito cardiaco e restringe i vasi sanguigni.

Pressione minima alta: cosa fare?

Innanzitutto bisogna rivolgersi al proprio medico di famiglia che eventualmente vi sottoporrà ad una terapia farmacologica con farmaci capaci di ripristinare la pressione arteriosa ottimale per il corpo. Essendo le cause dell’ipertensione varie e disparate, non sempre la terapia scelta in prima istanza dal medico si riveli veramente efficace, ma il medico potrà cambiarvi molte volte il regime terapeutico prima di giungere a quello definitivo ed efficace per la vostra situazione.

Ovviamente, prima iniziate una dieta sana, una discreta attività fisica e smettere di fumare più semplice sarà il raggiungimento dei valori normali della vostra pressione arteriosa. Cercate di prediligere una dieta povera di sodio, limitando il consumo di sale, cibi insaccati, inscatolati, cibi pronti, salse, condimenti vari ed eventualmente assumete integratori  a base di magnesio e potassio. Buone fonti alimentari di potassio sono: le banane, gli asparagi, i cavoli, le mele, le arance, cipolle, aglio, prezzemolo, sedano. Bevete molta acqua e cercate di urinare di frequente.

 

 

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