Perché hai sempre sonno?

Capita di sentirsi esausti anche dopo otto ore di sonno. Questo perché stanchezza e sonnolenza non sono la stessa cosa e la prima può manifestarsi indipendentemente dalla presenza della seconda. In altre parole, si può avvertire una mancanza di forze fisiche e mentali senza però sentire il bisogno di dormire per una serie di ragioni, non tutte scontate.


Non svegliarsi abbastanza presto

Può sembrare strano, ma rimanere a letto fino all'ultimo secondo rischia di fare più male che bene, perché impedisce di prendere del tempo per se stessi e fare il punto sulla giornata che sta per iniziare.
«In genere, la popolazione si distingue in ''gufi'' e ''allodole'' - spiega la dottoressa Paola Proserpio del Centro di Medicina del Sonno dell'Ospedale Niguarda – ovvero, fra coloro che tendono ad essere in forma e produttivi la sera, mentre faticano ad alzarsi presto la mattina, e quelli che si alzano presto, ma la sera avvertono prima la sonnolenza. E se questi "cronotipi" hanno spesso una base genetica e una familiarità, è altrettanto vero che nella prima categoria tendono soprattutto a rientrare gli adolescenti». 

Circondarsi di persone dannose

Avere costantemente a che fare con colleghi lamentosi e amici piagnoni può essere effettivamente stancante e finire col prosciugare tutte le energie. Per evitare che queste persone ci facciano pagare dazio sia fisico che mentale occorre cominciare a evitarle al più presto e tendere verso la felicità, dando spazio a sentimenti di positività e gratitudine che danno una sferzata di energia.

Avere una vita sessuale sonnacchiosa

Tirare in ballo la stanchezza come scusa per non fare sesso non regge più, perché uno studio pubblicato su Forbes ha stabilito che l'intimità aiuta a riposare meglio la notte. Merito della prolattina che viene rilasciata durante l'orgasmo e i cui livelli sono naturalmente più elevati quando si dorme.

Essere carenti di magnesio

Anche se può sembrare strano pensare al magnesio come ad un minerale ''da rilassamento'', uno studio del National Institutes of Health ha evidenziato come questa sostanza tanto importante per l'organismo migliori la qualità del sonno e i tempi impiegati per addormentarsi.
«Ecco perché una mancanza di questo minerale, come pure del ferro, potrebbe essere causa di stanchezza», avverte ancora la dottoressa Proserpio, che consiglia dunque di farne scorta, in particolar modo le donne, a maggior ragione in gravidanza.

Saltare la palestra

Sembra un paradosso, ma per vincere la stanchezza il segreto è muoversi. Come infatti sottolineato in una ricerca del Center for Disease Control and Prevention , «fare regolarmente attività fisica può ridurre il rischio di depressione e aiuta a dormire meglio». «Con qualche accorgimento che è bene però tenere a mente - suggerisce l'esperta del Centro di Medicina del Sonno dell'Ospedale Niguarda - come evitare di svolgere esercizio fisico di media-alta intensità nelle ore prima di coricarsi, preferendo piuttosto il tardo pomeriggio». E per ottenere dei benefici non è necessario passare le ore in palestra. Bastano appena 150 minuti a settimana di moderata attività fisica per sentirsi il 65% meno stanchi durante la giornata.

Non ricevere sufficiente luce solare

La luce regola il ciclo circadiano e rappresenta pertanto il principale stimolo che induce la veglia. «Ecco perché può essere utile esporsi alla luce del sole la mattina – spiega ancora la Proserpio – ed evitare invece tale esposizione nelle ore pomeridiane, così da anticipare il rilascio di melatonina la notte ed addormentarsi quindi più facilmente». 
Fermo restando però che troppo sole può aumentare il rischio di cancro alla pelle, la dose ottimale giornaliera è di una o due ore, senza dimenticare che la luce solare garantisce anche una dose gratuita di vitamina D, che aiuta l'organismo a difendersi dalle malattie.

Soffrire di patologie autoimmuni

Come raccomanda la dottoressa Proserpio, «la prima cosa da fare quando ci si trova davanti a dei pazienti che lamentano problemi di stanchezza e/o sonnolenza è quella di escludere la presenza di patologie internistiche». 
Fra queste sono comprese le cosiddette “patologie autoimmuni” che, come confermato anche in una pubblicazione online del  Ministero della Salute USA, causano fatica e stanchezza e colpiscono tre volte in più le donne degli uomini. Altre malattie che andrebbero sempre indagate – conclude la Proserpio – sono quelle che riguardano la tiroide, le alterazioni della funzionalità renale o epatica e le patologie ematologiche e reumatologiche».

Essere afflitti da disturbi specifici del sonno

A volte la sonnolenza può essere causata anche da altri tipi di patologie, come le apnee notturne, la sindrome delle gambe senza riposo ed altre malattie molto più rare come le ipersonnie di origine centrale (la più famosa della quali è la narcolessia). «Le apnee notturne hanno un'elevata incidenza nella popolazione – sottolinea nuovamente l'esperta. La sonnolenza rappresenta un sintomo cardine, insieme con il russamento e i risvegli con fame d'aria, mentre il sovrappeso è uno dei fattori di rischio determinanti».

Una stanza da letto modello campo di battaglia

Essere circondati da scarpe, vestiti e riviste, non concilia di certo il sonno. Quindi la prima cosa da fare è una bella pulizia.
«La camera in cui si dorme non dovrebbe ospitare altro che l'essenziale per dormire. Pertanto, è sconsigliabile collocare al suo interno televisore, computer e scrivania per evitare di stabilire legami tra attività non rilassanti e l’ambiente in cui si deve invece creare una condizione di relax che favorisca l’inizio e il mantenimento del sonno notturno».

Sbagliare alimentazione

Quello che si mette nel piatto poche ore prima di coricarsi può fare un'enorme differenza sulla rapidità con cui ci si addormenta e sulla qualità stessa del sonno.
«È sempre bene evitare di assumere bevande a base di caffeina o simili, come pure alcolici o superalcolici nelle ore serali – riporta ancora l'elenco delle regole del sonno – e sono sconsigliabili anche i pasti ipercalorici o comunque abbondanti e ad alto contenuto di proteine». 

Fare troppe pennichelle

Per non intaccare la qualità del sonno notturno, i sonnellini diurni - eccezion fatta per una breve pennichella post-prandiale – sono sempre da evitare, come pure quelli dopo cena, nella fascia oraria prima di coricarsi.
«In questo stesso arco temporale sono sconsigliate anche quelle attività che risultino particolarmente coinvolgenti sul piano mentale e/o emotivo, come studiare, lavorare al computer e giocare ai videogame», accomanda ancora il sito dell'Associazione Italiana di Medicina del Sonno.

Perché i bambini faticano a dormire?

«La frammentazione del sonno, così come una quantità di sonno insufficiente, rende i bambini nervosi e incapaci di concentrarsi nelle ore diurne», spiega la dottoressa Proserpio.
Ecco perché quando un bambino che è sempre stato calmo e attento in classe comincia improvvisamente a manifestare sintomi quali irritabilità e mancanza di concentrazione, è sempre bene indagare a fondo il problema, perché tali comportamenti potrebbero essere la spia di eventuali disturbi del sonno.

La sonnolenza infantile

Esattamente come capita agli adulti, anche i bambini possono soffrire di apnee notturne che però, in questo caso, sono causate più frequentemente da ipertrofia adenotonsillare.
«Tale sonnolenza però – precisa l'esperta del Centro di Medicina del Sonno dell'Ospedale Niguarda – non è da considerarsi il sintomo cardine, perché è presente sono in una minoranza di soggetti». 

Anche gli adolescenti dormono male

Il passaggio dall'università al mondo del lavoro può essere particolarmente duro per gli adolescenti, andando a incidere in maniera negativa sulla qualità del loro sonno.
«L'abitudine a dover essere sempre attivi la sera per studiare e divertirsi, secondo le caratteristiche proprie dei cosiddetti ''gufi'', porta in genere i ragazzi ad abituarsi con grande difficoltà a svegliarsi presto al mattino e tutto questo influisce sulla loro capacità di attenzione e sull'efficienza lavorativa», conferma la Proserpio.

I rimedi per gli adolescenti ''gufi''

Il consiglio più utile per cercare di risolvere il problema del sonno è quello di provare ad anticipare gradatamente l'orario in cui ci si corica (basta un quarto d'ora alla settimana).
«Ma la cosa più importante – raccomanda e conclude la dottoressa del Centro di Medicina del Sonno dell'Ospedale Niguarda - è quella di mantenere una routine con orari di sonno regolari per tutta la settimana, weekend compresi, svegliandosi comunque presto al mattino».

Fonte: corriere.it

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