Anche chi ha problemi cardiaci può godersi la montagna?

Camminare in montagna è utile per prevenire le malattie cardiovascolari, su questo i cardiologi sono d'accordo. Ma questo vale anche per le persone che già soffrono di questo disturbo? A quali condizioni possono andare in montagna e quali regole di comportamento dovrebbero seguire? 



Un team di esperti ha analizzato diversi studi sugli effetti dell'esposizione all'alta quota di persone affette da malattie cardiovascolari. Le raccomandazioni nascono dall'analisi sistematica di tutti gli studi sull'argomento reperibili nella letteratura scientifica. L'analisi è stata svolta da esperti delle maggiori società italiane ed europee di cardiologia e ipertensione e della Società internazionale per la medicina di montagna (Ismm)

Le raccomandazioni per chi sale in alta quota

A partire dai 2.500 metri di altitudine, al nostro corpo è richiesto uno sforzo maggiore. L'aria contiene meno ossigeno, questo comporta accelerazione della frequenza respiratoria e aumento della pressione sanguigna e si traduce in un carico notevole per il sistema cardiovascolare. È per questo che chi soffre di pressione alta, malattie coronariche o ha recentemente avuto un infarto dovrebbe fare particolare attenzione in montagna.

"Solo nel caso di malattie cardiache molto gravi, però, è necessario rinunciare completamente all'alta quota - specifica Hermann Brugger, esperto di medicina di montagna di Eurac Research di Bolzano in una nota -. Se si attiene alle indicazioni, il paziente può praticare molte attività, e in certi casi addirittura migliorare il suo stato di salute".

Coronarie in alta quota

Ad esempio, nel caso della coronaropatia, gli esperti consigliano di non superare determinate quote, perché questa malattia comporta un restringimento delle coronarie e quindi al muscolo del cuore arriva meno ossigeno. Con coronaropatie lievi è possibile spingersi fino a 4.200 metri, con patologie di media portata è meglio fermarsi a quota 2.500. Nel caso di malattie coronariche gravi, il paziente deve rinunciare alle escursioni in montagna.

Attenzione ai farmaci 

Anche l'assunzione dei farmaci adeguati è una questione fondamentale, spiega Brugger: "I farmaci contro l'ipertensione spesso funzionano come diuretici: eliminano sali e acqua dal sangue, questo riduce il volume ematico e di conseguenza la pressione sanguigna scende. In montagna, però, bisogna stare attenti a questi farmaci perché, a causa della fatica e della traspirazione, il corpo perde più liquidi e quindi c'è il rischio di disidratarsi".

Controlla i tuoi valori

Ai pazienti che soffrono di ipertensione da moderata a severa viene raccomandato di controllare regolarmente i propri valori prima e durante la permanenza in montagna. In base alla gravità della malattia, i pazienti devono anche sottoporsi a diversi tipi di test clinici prima di salire in alta quota.

Le raccomandazioni per chi sale in alta quota

Se il paziente segue tutte le raccomandazioni, le escursioni in montagna possono avere un effetto molto positivo sul decorso della malattia: lo possono rallentare e in certi casi anche arrestare. "Anche la psiche ne trae giovamento. La sicurezza di poter mantenere una certa dose di libertà e autonomia nonostante la malattia accresce notevolmente l'autostima e il benessere dei pazienti", conclude Brugger. 

Fonte: ansa.it

Prestazioni

Cerca tra le prestazioni

Esami di Laboratorio

  • Chimica Clinica
  • Ematologia
  • Microbiologia
  • Radioimmunologia
  • Biologia Molecolare
  • Dosaggio farmaci e droghe
  • Test di intolleranza alimentare
  • Tossicologia
  • Breath Test
  • Ricerca Papilloma Virus
  • Diagnostica Allergologica
  • Approfondisci

Radiologia Diagnostica

  • Radiologia digitale
  • Risonanza Magnetica Aperta
  • TAC 3D Multislice
  • Ecografia
  • Ecocardiografia
  • Ecocolodoppler
  • Mammografia digitale
  • M.O.C. Dexa
  • Ortopantomografia
  • Dentascan
  • Approfondisci

Medicina Nucleare

Scintigrafie
  • Cardiologica
  • Renale
  • Endocrinologica
  • Epatica
Ricerca di patologie a carattere focale
  • Lesioni ossee di tipo benigno o maligno
  • Ricerca di lesioni primitive (vascolari, neoplastiche, flogistiche)

Convenzioni

Il Centro Basile è accreditato con il Servizio Sanitario Nazionale, con l'ASL Napoli 1 e convenzionato con numerosi Enti.

L'elenco degli esami in convenzione e le relative tariffe sono disponibili in accettazione e alla seguente pagina web.

È necessaria l'impegnativa del Medico di base ed un documento di riconoscimento.
Approfondisci

Servizio trasporti

Sede Principale

  • 7:00 - 20:00
    (Prelievi: 7.00 - 12.00 / 15.00 - 17.00)
  • 7:00 - 13:00 (Prelievi: 7.00 - 11.00)
  • 8:00 - 13:00 (Prelievi: 8.00 - 11.00)
  • NAPOLI Viale Michelangelo, 13
  • 081.5781262 - 081.5789596 - 081.5784343
  • 081.5788792

Sede Arenella (solo laboratorio)

  • 7:30 - 12:30 / 15.30 - 18.30
    (Prelievi: 7.30 - 11.00)
  • 7:30 - 12:30 (Prelievi: 7.30 - 11.00)
  • NAPOLI Via Giacinto Gigante, 86/88
  • 081.5448849
  • 081.5448849

Sede Vomero (solo laboratorio)

  • 7:30 - 12:30 / 15.30 - 18.30
    (Prelievi: 7.30 - 11.00)
  • 7:30 - 12:30 (Prelievi: 7.30 - 11.00)
  • Via Raffaele Morghen 129 – Napoli
  • 081.5788467
  • 081.5788467

Sede Soccavo (Radiologia Diagnostica e Laboratorio)

Reparto Laboratorio

  • 7:30 - 13:30 / 14.30 - 18.30
  • 7:30 - 12:30

Reparto Radiologia

  • 8:30 - 13:30 / 14.30 - 18.30
  • 8:30 - 12:30
  • NAPOLI Via Epomeo, 219
  • 081.7283816
  • 081.7283816

Sede Fuorigrotta (Solo Laboratorio)

  • 7:30 - 13.00 / 15.00 - 18.30
    (Prelievi: 7.30 - 11.00)
  • 7:30 - 11:00 (Prelievi: 7.30 - 11.00)
  • NAPOLI Via E. Arlotta, 21
  • 081.2391774

Sede P.co San Paolo (Solo Laboratorio)

  • 7:30 - 12.00 / 15.30 - 18.00 (Prelievi: 7.30 - 11.00)
  • 8.00 - 11.30 (Prelievi: 8.00 - 10.30)
  • NAPOLI Via M. Bakunin, 15
  • 081.7678065

Scrivici