Freddo estremo: come possiamo difenderci?

Le basse temperature, oltre ad aumentare il rischio di influenza e sindromi influenzali, possono aggravare i sintomi di malattie croniche, specialmente dell’apparato respiratorio, cardiovascolare e muscoloscheletrico



Le persone più vulnerabili e più a rischio di infezioni sono cardiopatici, diabetici, persone con patologie respiratorie croniche, con patologie psichiatriche, che assumono psicofarmaci, alcol o droghe e persone in condizioni di precarietà socio-economica. Anche le persone giovani in apparente benessere possono subire conseguenze sulla salute, a volte gravi, se esposte a valori di temperatura eccessivamente bassi senza le opportune precauzioni.

Il decalogo

In casa mantieni la temperatura tra 18 e 22° e fai particolare attenzione all’umidità dell’ambiente. L’aria troppo secca può irritare le vie aeree. È importante aerare adeguatamente gli ambienti (tra 40 e 50%). Attenzione agli sbalzi di temperatura quando passi da un ambiente più caldo a uno più freddo e viceversa.
Assumi pasti e bevande calde. Evita gli alcolici perché non aiutano a difendersi dal freddo, al contrario favoriscono una maggiore dispersione del calore prodotto dal corpo.
Fai particolare attenzione ai bambini molto piccoli e alle persone anziane non autosufficienti, coprili adeguatamente e controlla di tanto in tanto la loro temperatura corporea.
Quando esci, indossa sempre sciarpa, guanti, cappello e un caldo soprabito; usa scarpe antiscivolo in caso di ghiaccio. Se parti per un viaggio in auto porta coperte e bevande calde.
Mantieni contatti frequenti con gli anziani che vivono da soli e verifica che dispongano di sufficienti riserve di cibo e medicine.
Chiedi al tuo medico se è opportuno praticare la vaccinazione antinfluenzale, raccomandata in particolare alle persone di età superiore a 65 anni, ai soggetti affetti da malattie croniche e alle donne nel secondo o terzo trimestre di gravidanza.

Malattie da freddo

Geloni: sono lesioni della cute reversibili, compaiono se la parte esposta è umida o bagnata o c’è vento forte. Viene colpita soprattutto la pelle delle dita, che diventa bianca o giallo-grigia; può essere presente una sensazione di intorpidimento e prurito delle zone interessate. Spesso non si avverte dolore, ma nei casi più gravi, le zone colpite possono gonfiarsi, arrossarsi e coprirsi di vescicole. È opportuno consultare un medico.
Congelamento: nelle forme lievi la parte colpita non duole e presenta una colorazione bianco-grigiasta. In questo caso, basta riscaldare la parte colpita, anche soltanto massaggiandola e alitandovi sopra. Nelle forme più gravi, sono colpite le cellule dei tessuti che possono andare in contro a necrosi. Le zone più colpite sono quelle meno irrorate e più esposte come: mani, piedi, talloni, lobi auricolari, naso, guance, mento. Le cause più frequenti del congelamento sono, oltre alle basse temperature, anche la presenza di vento forte e umidità relativa molto elevata. La persona va soccorsa immediatamente.
Ipotermia (assideramento): se la temperatura corporea scende sotto i 35°C le funzioni vitali non possono più considerarsi efficienti. L’ipotermia è una situazione pericolosa perché i sintomi compaiono progressivamente. È opportuno riconoscere tempestivamente i primi segnali di ipotermia: parlare a scatti, difficoltà di deambulazione, tendenza ad inciampare, confusione mentale, perdita di coordinamento degli arti, sensazione di affaticamento e di freddo, tensione muscolare e, nei casi più gravi, perdita dei sensi fino al coma. È utile somministrare abbondanti liquidi caldi, come tè, caffè allungato o brodo vegetale. Evitare la somministrazione di alcolici.

Fuori casa

In caso di temperature esterne eccessivamente basse è consigliabile uscire nelle ore meno fredde della giornata, evitando le prime ore del mattino o quelle serali. Usa protettori per le labbra e creme idratanti per le mani. Le persone molto anziane o sofferenti di malattie cardiovascolari, respiratorie o muscoloscheletriche devono evitare di esporsi a temperature molto rigide, se devono uscire è necessario che si coprano molto bene. Se le condizioni meteorologiche non sono proibitive, puoi effettuare attività fisica all’aperto: camminare è l’attività da preferire.
Quando esci indossa indumenti adatti alle basse temperature, sufficientemente caldi: soprabito, guanti e cappello. Proteggiti dagli effetti del vento e del freddo coprendo il volto con sciarpe. Fai attenzione agli sbalzi di temperatura.

Cosa mangiare e bere

Quando la temperatura scende, il nostro organismo appare maggiormente esposto alle malattie, perché le difese immunitarie contro gli agenti patogeni tendono ad abbassarsi. Ecco alcune buone abitudini da mettere in pratica a tavola e gli alimenti che possono aiutarci ad aumentare l’energia corporea e a rafforzare le nostre difese.
Preferisci pasti e bevande caldi. Sono consigliati alimenti come: pasta con i legumi o con le verdure, che forniscono energia e fibre, e il brodo caldo che apporta liquidi e proteine digeribili. Il latte e il miele possono essere un ottimo rimedio, tranne in caso di persone malate di diabete. La carne e il pesce garantiscono il giusto apporto di proteine, indispensabili per l’organismo, e forniscono calore ed energia.
I pasti a base di frutta e verdura contengono vitamine e sali minerali, molto utili per difenderti dalle insidie del freddo. In generale sono consigliati tutti gli alimenti contenenti vitamina E e beta carotene (un precursore della vitamina A), in grado di stimolare le difese immunitarie. Ricorda che i cibi contenenti carotenoidi sono: carote, zucca, patate, pomodori, spinaci, carciofi, barbabietole rosse, broccoli, cavolfiori, peperoni, mentre quelli contenenti la vitamina E sono mandorle, nocciole, olio extravergine di oliva.
Bevi almeno 2 litri di liquidi al giorno; bene le bevande calde come té e tisane o anche spremute d’arancia. Evita di bere alcol e superalcolici perché possono causare un’eccessiva dispersione del calore prodotto dal corpo e favorire l’insorgere di ipotermia.

I rischi dei farmaci

Anche se in merito non esistono ancora dati certi, è bene sapere che alcuni farmaci potrebbero essere responsabili o dell’insorgenza o del peggioramento di sintomi legati al freddo, interagendo con i meccanismi dell’organismo di adattamento al freddo. Nella maggior parte dei casi, un farmaco non rappresenta, da solo, un rischio, soprattutto se ben utilizzato, ma può diventarlo se coesistono fattori di suscettibilità individuale o in caso di determinate patologie. Alcuni farmaci possono aggravare gli effetti del freddo, contrastando il normale funzionamento dei meccanismi di termoregolazione dell’organismo, altri farmaci alterando lo stato di vigilanza e quindi diminuendo la capacità di utilizzare adeguatamente i mezzi di protezione dal freddo come gli impianti di riscaldamento. I farmaci che devono essere sottoposti a un controllo più stretto sono:
1) farmaci usati nel trattamento di patologie cardiovascolari: alcuni farmaci per il trattamento dell’ipertensione e dell’angina pectoris possono alterare i meccanismi di difesa dal freddo;
2) i farmaci prescritti per trattare l’ipotiroidismo possono contrastare l’aumento del metabolismo, necessario all’organismo per la produzione di calore;
3) la maggior parte dei farmaci che agiscono sullo stato di vigilanza (sedativi, ipnotici) può alterare la capacità di difendersi dal freddo;
4) alcuni farmaci per il trattamento dell’epilessia possono necessitare di un aggiustamento del dosaggio;
5) i farmaci neurolettici possono alterare il meccanismo di termoregolazione centrale dell’organismo e provocare un abbassamento della temperatura corporea.

Fonte: corriere.it

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