Meglio tardi che mai: iniziare lo sport a 50 anni

Cominciare a fare sport, anche quando si è più in là con gli anni aiuta il cuore a mantenersi in forma. Ma serve impegno e costanza. A suggerirlo è uno studio pubblicato su Circulation, condotto su alcuni sedentari di mezza età.


Meglio tardi che mai

Non è mai troppo tardi, almeno per curare la salute del cuore. Un nuovo studio, pubblicato su Circulation, torna infatti sui benefici dell'attività fisica per la salute cardiovascolare, dimostrando che anche sedentari incalliti possono ottenere benefici dal movimento, persino cominciando intorno alla mezza età. Ma perché l'esercizio faccia bene è necessario non aspettare troppo, meglio cominciare a muoversi prima dei 65 anni, e farlo in modo costante e ripetuto. Quattro o cinque volte a settimana, sostengono gli autori.

Le premesse

Benjamin D. Levine dell'Institute for Exercise and Environmental Medicine di Dallas (Texas) e colleghi sono partiti da alcune osservazioni, confrontando la salute dei sedentari con quella degli atleti. I sedentari di mezza età rischiano generalmente di avere un cuore più ristretto e meno elastico, fattori correlati a loro volta al rischio di scompenso cardiaco, l'incapacità del cuore di pompare sangue adeguatamente a tutti i distretti del corpo. Dall'altra, gli atleti professionisti mostrano meno segni di invecchiamento vascolare

La giusta dose

Ma dal momento che gli atleti professionisti si allenano praticamente tutti i giorni, con tempistiche e modalità non applicabili alla vita di tutti, qual è, si son chiesti i ricercatori, la dose giusta di allenamento per mantenere il cuore in salute? Le canoniche tre sedute settimanali non sarebbero sufficienti, meglio salire a 4-5, spiega Levin illustrando i risultati del proprio lavoro, e meglio farlo quando il cuore mantiene ancora un po' della sua plasticità, intorno alla mezza età, con un programma di allenamento ben strutturato, che mescoli attività fisica intensa e moderata.  

In palestra a 50 anni

La nuova ricetta contro l'invecchiamento cardiaco arriva dall'analisi delle performance di un gruppo di una cinquantina di persone di età compresa tra i 45 e i 64 anni, in salute ma sedentari, sottoposte per due anni a due diversi tipi di allenamento. Una parte del gruppo per due anni ha fatto lezioni di yoga, esercizi per l'equilibrio e sollevamento pesi per tre volte a settimana, una parte invece ha seguito un programma di allenamento più intenso, quattro o cinque volte a settimana. Un programma, quest'ultimo, somministrato in modo graduale ed eseguito monitorando i battiti cardiaci. Questo tipo di allenamento alternava sessioni della durata di mezz'ora di media (una volta a settimana più lunghe) di esercizi aerobici di intensità moderata, con esercizi a elevata intensità, prevedeva periodi di riscaldamento e defaticamento, e sessioni in cui i partecipanti eseguivano (una volta a settimana) per alcuni minuti attività al 95% della loro frequenza cardiaca massima, intervallata da momenti di recupero. Si trattava nel complesso di un programma di allenamento molto strutturato, sebbene non per professionisti, in cui i partecipanti erano invitati a provare diversi tipi di strumenti e diversi tipi di attività, dalla corsa, alla bicicletta al nuoto.

La fatica premia

Analizzando i risultati al termine dei due anni di studi, gli scienziati hanno osservato che il gruppo di sedentari sottoposto al regime di allenamento più intenso era più in forma e aveva migliorato mediamente del 18% l'intake di ossigeno durante l'esercizio fisico, mentre nessun miglioramento era stato osservato nel gruppo controllo. Anche la rigidità del muscolo cardiaco diminuiva nel gruppo sottoposto al programma di esercizi più intenso, ma non nell'altro. Quanto osservato conferma sia che l'attività fisica può migliorare la funzionalità cardiaca, sia che che l'esercizio fisico ha effetti benefici anche in persone di mezza età. 

E il cuore "ringiovanisce"

Ma non solo: I dati messi insieme dai ricercatori dimostrano che è possibile, ragionevolmente, entro un certo limite d'età ringiovanire il cuore. Normalmente, intorno ai 65 anni l'elasticità del muscolo cardiaco regredisce: le cellule del cuore, così come quelle di altri muscoli, diventano meno elastiche e meno capaci di sopportare sforzi più intensi. L'esercizio fisico eseguito costantemente nel tempo permette di ritardare la perdita di elasticità e consentendo al cuore di continuare a svolgere al meglio la sua funzione. L'elasticità del muscolo cardiaco, infatti, è fondamentale per assicurare sia il corretto riempimento che svuotamento delle camere cardiache, e quindi l'ossigenazione di organi e tessuti.

La giusta quantità di esercizio fisico

Gli autori spiegano come lo studio abbia anche dei limiti, avendo interessato una popolazione sedentaria, ma desiderosa di mettersi alla prova con un'attività fisica impegnativa e anche abbastanza in salute per farlo. Pensare di applicare lo stesso regime nella vita reale, ancorché per persone in salute, resta difficile. Il consiglio ideale rimane, quindi, allenarsi almeno tre volte la settimana, con sessioni di allenamento moderato-intenso. In una di queste sedute sarebbe consigliabile spingersi a dare di più, anche per pochi minuti, allenando il sistema cardiovascolare a sopportare gli sforzi, senza esagerare.

Fonte: repubblica.it

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