Ictus: qual è il fattore di rischio più pericoloso?

Ad aprile parte il mese della prevenzione dell’ictus e per l’occasione A.L.I.Ce. Italia Onlus, l’Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale, organizza diverse iniziative di sensibilizzazione e di informazione sui principali fattori di rischio di questa grave patologia neurologica. In particolare intende accendere i riflettori sull’ipertensione, un “killer silenzioso” che, solo nel nostro Paese, colpisce il 33% degli uomini e il 31% delle donne.



Con l’aiuto di Carlo Gandolfo, professore ordinario di Neurologia all’Università di Genova e componente del Comitato Tecnico-Scientifico di A.L.I.Ce, cerchiamo di capire ogni quanto andrebbe misurata la pressione, quali sono i valori “a rischio” e quali sono le regole per la misurazione fai-da-te.

Ipertensione: perché è pericolosa

«L’ipertensione arteriosa agisce secondo due meccanismi fondamentali: da un lato determina un’alterazione delle arterie, favorendone l’occlusione, ed è quindi un fattore di rischio dell’aterosclerosi e in seguito dell’ictus ischemico; dall’altro, invece, la pressione elevata può anche portare alla rottura dell’arteria (soprattutto di piccole arterie intracraniche) e scatenare un’emorragia cerebrale, che è meno frequente ma ha un tasso di mortalità più alto» spiega il prof. Gandolfo.

Abbassare la pressione riduce il rischio

«È stato scientificamente dimostrato che ridurre la pressione arteriosa, anche di poco, consente di abbassare del 40-50% il rischio di andare incontro a ictus» conferma il neurologo.

Quando si parla di ipertensione

«A qualsiasi età, anche nelle fasce più anziane della popolazione, e in condizioni di riposo i valori non dovrebbero superare i 140 di sistolica (massima) e i 90 di diastolica (minima)» avverte Gandolfo. «Bisogna ricordare che la pressione tende ad aumentare spontaneamente con l’avanzare dell’età, a causa di fattori genetici e ambientali, ma nonostante questo è necessario rimanere entro i limiti stabiliti».

Le regole per misurarla correttamente a casa

«Per misurare la pressione correttamente la persona deve essere seduta, a riposo, e non deve aver praticato attività fisica. Non si dovrebbero assumere bevande contenenti caffeina nell’ora precedente né aver fumato da almeno un quarto d’ora. Il braccio deve essere appoggiato e il bracciale, della giusta dimensione, posizionato all’altezza del cuore. Non importa quale braccio venga usato».

Ogni quanto andrebbe misurata

«Prima dei 50 anni bisognerebbe misurare la pressione almeno una volta all’anno. Dopo i 50 anni è consigliabile almeno una volta al mese: se i valori sono normali si può continuare con questa frequenza, se i valori sono elevati va controllata di più. Nel caso in cui si prendessero già i farmaci per l’ipertensione, la pressione va misurata una volta a settimana e non solo al mattino, come si fa di solito, ma anche nel pomeriggio».

Fonte: ok-salute.it

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