Ossa fragili, l’uomo è diventato il «sesso debole»

"Ma di osteoporosi possono ammalarsi anche gli uomini?"

Sono queste le prime parole di molti uomini di fronte alla diagnosi. L’osteoporosi è una malattia giudicata a torto da tanti un “problema da donne” I dati diffusi di recente dall’International Osteoporosis Foundation, secondo cui oggi è l’uomo il vero sesso debole in materia di salute delle ossa, dicono che un terzo delle fratture di femore avviene infatti in un maschio e nella maggior parte dei casi l’osteoporosi maschile è più grave, tanto che la mortalità un anno dopo la frattura è del 37 per cento, il doppio di quella femminile.

Un equivoco di genere

Purtroppo gli uomini pensano tuttora che la fragilità ossea non li riguardi, invece un over 50 su cinque riporta prima o poi una frattura da osteoporosi. Quando gli uomini arrivano dal medico in genere hanno già avuto fratture inspiegabili e la diagnosi per loro è una totale sorpresa, la maggioranza non pensa neppure che un uomo possa soffrire di osteoporosi e tanti se ne vergognano: a volte è dura perfino fargli accettare la realtà. Il primo tabù da abbattere, quindi, è far capire agli uomini che l’osteoporosi li riguarda, eccome. Purtroppo per loro non esiste uno spartiacque come la menopausa, oltre cui le donne sono più attente alle ossa e ne valutano lo stato; anche per gli uomini però dovrebbero essere valutati i fattori di rischio, proprio come si fa con le over 50. Molti dei fattori di rischio che si applicano alle donne, del resto, valgono anche per l’uomo: una storia familiare di osteoporosi, l’età avanzata, una frattura dopo i 50 anni sono tutti elementi che aumentano il pericolo di avere le ossa troppo fragili.

Fattori di rischio al maschile

Per gli uomini è un importante fattore di rischio un eventuale ipogonadismo con deficit di testosterone che si ha anche in corso di terapie per il cancro alla prostata: non di rado questi pazienti si fratturano e il primo pensiero corre alle metastasi ossee, invece è colpa dell’osteoporosi. Nell’uomo, inoltre, occorre fare particolare attenzione anche all’osteoporosi secondaria a terapie farmacologiche: un classico la cura prolungata (oltre tre mesi) con glucocorticosteroidi, che, proprio come accade nelle donne, favorisce la comparsa di fragilità ossea. Come nelle donne, sono pericolosi fumo e alcol in quantità, perché aumentano il rischio di fratture; lo stesso dicasi per la sedentarietà, che fa male alle ossa, così come una carenza di calcio o vitamina D

L'importanza dei controlli

Certo, gli uomini tendono ad accumulare più tessuto osseo e ad avere ossa più grandi, inoltre si fratturano mediamente più tardi: questo però non significa che l’osteoporosi non sia un problema per loro, soprattutto con l’invecchiamento della popolazione. Sembra invece che pochi se ne siano resi conto, c’è ancora una sostanziale sottostima del problema, anche in chi ha più di 70 anni che avrebbe diritto e bisogno, se non altro, di avere un buon apporto di vitamina D. È necessario aumentare la consapevolezza maschile sul tema, spingendo gli uomini a sottoporsi a un controllo: basta rispondere a poche domande del medico per capire se si è a rischio e sia opportuno eseguire una densitometria ossea, ovvero una Moc

fonte Corriere della sera

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