Intima prevenzione senza tabù

Le donne sono abituate, sin dall'adolescenza, a conoscere e tenere sotto controllo i cambiamenti del loro corpo: a modificarsi sono prima di tutto l'altezza e il peso, poi la pelle del viso, il colore dei capelli e la resistenza alla fatica. Tra le variazioni che il passare del tempo comporta per l’organismo, però, ce ne sono alcune a cui di solito si dà poco peso, di cui
non si parla volentieri e che di conseguenza si conoscono meno: quelle che riguardano i genitali.

Quando la prima visita ginecologica?
È una domanda che molte ragazze si pongono, ma non c'è una risposta universale. Tendenzialmente l'età in cui bisognerebbe programmare la prima visita ginecologica è 20 anni , dopo i 35 anni inoltre è assolutamente necessario aver fatto almeno una volta e ripetere una volta l'anno il PAP test e l'HPV test, per verificare i cambiamenti delle cellule cervicali come il cancro del collo dell'utero. Una volta iniziato, è necessario continuare ad andare dal ginecologo almeno una volta l'anno fino alla menopausa, perché la prevenzione è importante tanto quanto se non più della cura effettiva.

Un controllo generale dell’apparato riproduttivo è importante anche in assenza di problemi, ma una visita ginecologica è ovviamente consigliata tutte le volte che si presenti una complicazione ginecologica, ossia nei casi in cui si riscontri:
  • dolore vaginale o pelvico
  • perdite di sangue intermestruali
  • perdite vaginali dal colore anomalo
  • rigidità pelvica o dolori al basso ventre
  • dolori durante il rapporto sessuale
  • dolore o un gonfiore della vagina
  • cambiamenti della mammella o dell’ascella
  • dolori e fastidi mai provati prima delle mestruazioni
  • problemi urinari
In presenza di dubbi, la visita ginecologica può essere completata da un’ecografia transvaginale, pelvica e del PAP test, consigliato anche annualmente per la prevenzione dei tumori della cervice uterina.
Con l’ecografia transvaginale è possibile analizzare il collo dell’utero, l’utero, le ovaie ed annessi, inoltre in caso di gravidanza viene utilizzata nei primi tre mesi per diagnosticare la gravidanza intrauterina o possibili localizzazioni extrauterine, e anche per effettuare controlli in caso di utilizzo di tecniche di riproduzione assistita.
E’ un esame non invasivo che viene effettuato a vescica vuota, in genere non comporta particolari fastidi ed ha una durata variabile dai 10 ai 30 minuti.
L'ecografia pelvica è un esame non invasivo che si effettua con la macchina ecografica ad ultrasuoni. Conosciuta anche come ecografia pelvica transaddominale o sovrapubica, consente di visualizzare utero e ovaie, ed è il primo esame che permette di verificare la presenza di masse anomale o problemi a livello di questi organi interni. Va eseguita necessariamente a vescica distesa, quindi comporta una preparazione previa che consiste nel bere almeno mezzo litro d'acqua da due ore prima dell'esame, e non urinare fino a che non sia stata completata l'indagine ecografica.

Come già detto, dall'infanzia alla menopausa, passando attraverso la gravidanza, le parti intime cambiano profondamente , per questo è importante conoscerle bene e sapere come prevenire ogni modificazione negativa.

Da quali organi sono formati i genitali femminili?
I genitali femminili si distinguono in esterni e interni. La parte esterna, detta anche vulva, comprende la grandi labbra, le piccole labbra, il clitoride e il “monte di Venere”. L’imene, la sottile barriera che cede al momento del primo rapporto sessuale, sta per così dire alla “frontiera” tra l’esterno e l’interno dell’organismo, dove troviamo la vagina, l’utero, le tube e le ovaie

Infezioni genitali
Le infezioni genitali sono una evenienza piuttosto frequente nella donna e sono causa di fastidiosi disturbi.
Le infezioni vaginali  possono essere su base infettiva o non infettiva (allergica). I responsabili delle infezioni possono essere funghi (più frequente la Candida albicans), batteri (la Gardnerella vaginalis, il Gonococco, lo Stafilococco e lo Streptococco), parassiti intracellulari simili ai batteri (la Chlamydia), virus (l’Herpes genitale) o protozoi (Trichomonas vaginalis). Le infiammazioni di origine non infettiva possono essere causate da un detergente intimo non corretto, da indumenti stretti, da profilattici, da deodoranti o creme depilatorie.
La maggior parte delle infezioni si manifestano con leucorrea, cioè perdite vaginali biancastre alle volte maleodoranti, prurito, bruciore e dolore, ma possono anche essere asintomatiche, ad esempio quelle da Chlamidya. 
La malattia infiammatoria pelvica è causata da specifici batteri che si spostano dalla vagina e vanno a infettare le tube, le ovaie e l’utero; può essere causata da diversi tipi di germi, tuttavia i principali responsabili sono due tipi di batteri riscontrabili anche in due comuni malattie sessualmente trasmissibili: la Gonorrea e la Chlamidya.
Le cause dell’insorgere di questi disturbi sono varie: rapporti sessuali non protetti, una scorretta igiene personale, l’assunzione di alcuni farmaci (come gli antibiotici e gli immunosoppressori), che alterano la flora vaginale e abbassano le difese naturali dell’organismo, l’utilizzo in comune di servizi igienici e asciugamani, la frequentazione di piscine, le variazioni ormonali (in gravidanza, in menopausa, durante l’assunzione della pillola anticoncezionale) che rendono la zona vaginale più vulnerabile nei confronti delle aggressioni batteriche possono causare disturbi più o meno gravi.
La vagina ha una sua “flora” costituita da lattobacilli che acidificano e proteggono dalle infezioni. In determinate situazioni (ad esempio durante l’assunzione di antibiotici o quando si soffre di diabete) si verifica un cambiamento di questa flora, probabilmente a causa dell'immunodepressione, favorendo l'insorgere di infezioni.
In gravidanza, ad esempio, con l’aumento degli estrogeni e del progesterone, aumenta anche la quantità di glicogeno nelle cellule della vagina: questa concentrazione di zucchero rappresenta un terreno particolarmente favorevole per lo sviluppo dei germi.
Durante la gestazione è molto importante curare tempestivamente le infezioni, poiché possono causare un parto prematuro.

Le ovaie
Le ovaie sono due organi (delle dimensioni e a forma di mandorla) collocati simmetricamente rispetto all’utero. Le cisti ovariche sono piccole sacche piene di liquido che si trovano all’interno o sulla superficie delle ovaie.
Colpiscono un’alta percentuale di donne, ma la maggior parte è causa di pochi problemi o addirittura nessuno e sopratutto non è pericolosa, scomparendo senza alcuna cura nel giro di pochi mesi. Possono invece diventare un problema soprattutto se si rompono, manifestandosi a volte con sintomi molto gravi.
La sindrome dell'ovaio policistico (PCOS) è un disturbo del sistema endocrino, comune tra le donne in età riproduttiva. Le donne affette da questo disturbo possono avvertire un ingrossamento delle ovaie che contengono piccoli accumuli di cisti liquide (i follicoli) situati in ciascuna ovaia. 
È possibile verificare la presenza di cisti mediante un'ecografia pelvica.
I sintomi cui prestare attenzione per individuare la presenza di cisti ovariche possono essere:
  • Irregolarità mestruali
  • Dolore pelvico
  • Dolore pelvico poco prima dell’inizio o della fine delle mestruazioni
  • Dolore pelvico durante i rapporti
  • Dolore quando andate di corpo o sensazione di pressione all’addome
  • Nausea, vomito o dolore al seno, simili a quelli che si verificano in gravidanza
  • Sensazione di pesantezza all’addome
  • Pressione sul retto o sulla vescica; difficoltà a svuotare completamente la vescica
I tumori ovarici  raramente sono costituiti da cisti con aspetto semplice (cioè con parete unica, liscia e contenuto liquido); più frequentemente detengono una struttura mista (liquida e solida con setti) o francamente solida. I disturbi causati saranno simili a quelli menzionati a riguardo delle cisti ovariche.

L'utero
L'utero è l'organo dell'apparato femminile dove viene accolto e si sviluppa l'embrione nel corso della gravidanza. Ha la forma di un imbuto rovesciato ed è formato da due parti principali: la parte superiore chiamata corpo dell'utero e l'estremità inferiore detta collo o cervice.
I tumori della cervice uterina sono classificati in base alle cellule da cui prendono origine e sono prevalentemente di due tipi: il carcinoma a cellule squamose (l'80% dei tumori della cervice) e l'adenocarcinoma (circa il 15%).
Si parla di carcinoma a cellule squamose quando il tumore deriva dalle cellule che ricoprono la superficie dell'esocervice e di adenocarcinoma quando invece il cancro parte dalle cellule ghiandolari dell'endocervice.
Infine, anche se meno comuni (3-5% dei tumori cervicali), esistono dei tumori della cervice che presentano un'origine mista e sono per questo definiti carcinomi adenosquamosi.

Esistono rimedi naturali per la salute dell'apparato genitale?
Stile di vita, alimentazione, igiene possono influire moltissimo sul benessere delle parti intime.
Ecco alcune semplici strategie per mantenerle sane e contrastare i primi segni di invecchiamento:
  • un'alimentazione sana migliora l'ossigenazione dei tessuti e contribuisce a mantenerli tonici ed elastici. In particolare la frutta, la verdura e i cosiddetti prodotti “probiotici” (yogurt e altri latticini arricchiti con fermenti lattici) possono influire sull'ecosistema del colon e potenziare le difese contro i diversi agenti infettivi
  • un'attenzione particolare va riservata all'igiene intima. Lavaggi troppo frequenti o con detergenti troppo aggressivi (con un ph neutro o alcalino) eliminano lo strato di sebo che è invece essenziale per la protezione della cute vulvare. L'uso frequente di saponi e lavande rende inoltre i tessuti più fragili e più esposti all'aggressione di batteri e virus, di microtraumi e allergeni
  • i prodotti a base di fitoestrogeni non hanno un’efficacia dimostrata contro l'invecchiamento: se si hanno sintomi locali legati alla menopausa (come secchezza vaginale, prurito e calo del desiderio) l'unica soluzione davvero efficace è rappresentata dalla terapia ormonale sostitutiva
  • i rapporti sessuali frequenti (naturalmente solo se desiderati!) mantengono in forma anche l’apparato genitale: il sesso è una forma di ginnastica neurovascolare, che aumenta l'irrorazione sanguigna locale, e muscolare, che migliora il tono della muscolatura pelvica, la sensibilità sessuale e la soddisfazione fisica

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