Più alcol si beve, più batte forte il cuore

Fino a pochi anni fa, anche se la credenza è dura a morire, erano in molti a pensare che un consumo moderato e costante di bevande alcoliche potesse fare bene al cuore. L'errata convinzione altro non era che la conseguenza di quello che è stato poi definito il paradosso francese: oltre le Alpi iniziò a farsi strada l'ipotesi che i consumi di vino rosso fossero alla base della ridotta mortalità per cause cardiovascolari



L'ipotesi è stata poi negli anni smentita a più riprese dai ricercatori, secondo cui in realtà il crescente consumo di alcolici determinerebbe un aumento della frequenza cardiaca. Rimane adesso da capire se questo effetto sia rilevabile soltanto nel breve termine o se permanga nel tempo, determinando così un disturbo del ritmo cardiaco che potrebbe anche aumentare l'insorgenza di eventi acuti cardio e cerebrovascolari: quali l'infarto e l'ictus cerebrale.   

IL RISCHIO È LA FIBRILLAZIONE ATRIALE

Non possiamo ancora concludere che un aumento della frequenza cardiaca indotto dal consumo di bevande alcoliche sia sicuramente dannoso, ma è comunque necessario predicare prudenza estrema nei confronti di chi tende già ad avere una frequenza cardiaca superiore alla norma: che negli uomini corrisponde a 70 battiti al minuto, mentre nelle donne è lievemente superiore. Le preoccupazioni sono legate alla possibile insorgenza di aritmie, sopratutto nella popolazione adulta e anziana. La preoccupazione è legata per lo più alla possibile insorgenza della fibrillazione atriale: la più comune fra le aritmie cardiache, oltre a un fattore di rischio certo per l'insorgenza dell'ictus cerebrale, dal momento che un coagulo che parte dall'atrio può giungere, attraverso il sangue, alle arterie del cervello. La fibrillazione è un problema che riguarda oltre un milione di anziani e ha una frequenza elevata negli over 65 italiani, comunque in linea con le altre stime disponibili nei Paesi occidentali. Il problema è che quasi uno su tre di loro non è in terapia ed è su questo aspetto che occorre lavorare. Gli anticoagulanti riducono fino in maniera significativa il rischio di insorgenza di un ictus cerebrale.

RISCHIO PIÙ ALTO GIÀ CON UN BICCHIERE AL GIORNO?

Il consumo di alcolici, anche in quantità moderata (un bicchiere ai pasti), può determinare un progressivo allargamento dell'atrio sinitro: prodromo di un'alterazione del ritmo cardiaco. Il rischio risulterebbe più marcato in chi ha una predisposizione genetica a sviluppare la fibrillazione atriale. Quello che appare con maggiore chiarezza è che la correlazione sarebbe dose-dipendente: ovvero più alcolici si consumano, maggiore è il rischio di sentire il cuore battere più forte del normale. Restano invece da individuare i meccanismi che sarebbero alla base di quanto osservato: potrebbe trattarsi della conseguenza di uno squilibrio tra i due elementi del sistema nervoso autonomo (simpatico e quello parasimpatico), che regola le attività degli organi non controllati dalla nostra volontà.

Fonte: fondazioneveronesi.it

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