Perchè si mente al proprio medico?

Otto pazienti su dieci mentono al medico. In uno studio statunitense, infatti, l'80% dei pazienti ha dichiarato di non essere sincero con il medico per fare bella figura, per pudore o per disagio nel confessare la verità.

Che senso ha mentire al medico?

“A me non deve mentire: non siamo sposati”: così parlò il Dottor House a una paziente durante il primo colloquio per raccogliere l’anamnesi. Certo, sul piano razionale non ha alcun senso e anzi la menzogna al medico non può che essere di nocumento, proprio perché, deviandolo dalla verità, non gli si offre l’opportunità di capire, aiutarci e curarci. Ma l’essere umano non è fatto solo di razionalità e le nostre vite sono costellate da azioni e frasi che non hanno nulla a che fare con il raziocinio.

La paura di deludere il dottore

Ed è così che tantissime persone al medico non dicono la verità e, a fronte di informazioni ricevute che non comprendono, non chiedono nemmeno spiegazioni, simulando tranquillità. Il motivo principale di questo comportamento è la paura di deludere il dottore. Pudore, imbarazzo, senso di colpa, tentativi maldestri di negare anche a noi stessi o persino paura del verdetto del medico: è così che talvolta nel rapporto medico/paziente quest’ultimo regredisce e racconta bugie goffe e assurde, come uno scolaretto davanti alla maestra. Le ragioni, dunque, sono tante, ma la più forte si riferisce al giudizio del professionista, la cui stima diventa qualcosa di molto prezioso e corteggiato. Tanto da indurre alla menzogna nel tentativo di apparire migliori.  “Lei fuma?” - “Certo che no”. “Ha fatto gli esercizi?”- “Tutti i giorni”. “Ha preso le pastiglie? - Mai dimenticate”. “E la dieta?”- “Oh la dieta molto corretta”. “Droghe nulla vero?”- “Ci mancherebbe”. Sono solo alcune delle fandonie propinate ai medici, che talvolta incastrano il paziente-Pinocchio dall’odore di fumo, da un sovrappeso sospetto per chi ha una dieta salutare o da valori incompatibili con l’assunzione corretta dei farmaci o con la non assunzione di altre sostanze.

Come si rimedia alle bugie?

Come rimediare a questa grave lacuna? Certamente occorre una sensibilizzazione del paziente, che deve capire che la bugia nello studio del dottore ha le gambe ancor più corte che in altri ambiti. Ma non è solo l’atteggiamento del paziente a dover cambiare. Il medico non deve sembrare giudicante e deve indurre il paziente a “confessare”, incoraggiando il rapporto diretto e impegnandosi nella comunicazione a due, sempre basilare.

Un rapporto medico-paziente più sincero

Il boomerang è proprio il desiderio di piacere e di essere valutati positivamente. Tanto è vero che il paziente genericamente più bugiardo è spesso giovane e con poca autostima. La comunicazione tra medico e paziente è cruciale, in una direzione e nell’altra. È fondamentale dunque formare dei professionisti capaci di dialogare, così come è importante che il paziente abbia uno scarso coinvolgimento emotivo con il professionista della salute, che deve percepire in modo acritico. Non serve a nulla dire che non si è fumato per fare bella impressione e negare a noi stessi il vizio. Senza contare che l’odore di fumo si sente benissimo.

Fonte: corriere.it

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