Le minacce per la salute secondo l’Oms

Di che cosa ci ammaleremo nel 2019? Il rifiuto dei vaccini è una «new entry» nella classifica stilata dall’Organizzazione mondiale della Sanità delle 10 minacce da tenere d’occhio perché potrebbero compromettere la salute a livello mondiale e individuale.

Rifiuto dei vaccini

Il rifiuto dei vaccini è pericoloso per la salute. Se non si inverte la rotta sul calo o sulla stagnazione delle coperture vaccinali che si registra in molti paesi, ammonisce l’Organizzazione, si rischia di perdere anche i notevoli progressi fatti finora, ad esempio per polio e morbillo. «L’esitazione vaccinale - spiega l’Oms - minaccia di far perdere i progressi fatti nei confronti delle malattie prevenibili. I vaccini sono uno dei modi più economici ed efficaci contro le malattie, prevengono 2-3 milioni di morti l’anno e ne eviterebbero un altro milione e mezzo se le coperture aumentassero». Una delle preoccupazioni principali riguarda il morbillo, che ha visto un aumento del 30% dei casi globali, Italia compresa. «Le ragioni sono complesse - scrivono gli esperti - e non tutte riconducibili all”esitazione a vaccinare”. Tuttavia alcuni paesi che erano vicini all’eliminazione stanno vedendo un ritorno della malattia».

Cambiamento climatico

Gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici sulla salute dell’uomo e sui territori sono visibili: si corre il rischio che tra due generazioni i bambini non potranno giocare all’aria aperta a causa dell’aumento delle temperature. Si prevede che i cambiamenti climatici potranno fare più danni alla salute che la povertà e le guerre. Con il riscaldamento globale rischiano di aumentare zanzare e zecche portatrici di malattie e le inondazioni potranno contaminare l’acqua potabile e portare così pericolose infezioni batteriche. Il caldo estremo è stato associato anche a un aumento dei problemi di salute mentale e del diabete di tipo 2.

Inquinamento atmosferico

Ogni giorno nel mondo il 93% dei bambini respira aria inquinata, in casa e fuori. Lo smog contribuisce ogni anno (direttamente o indirettamente) alla morte di quasi 600mila minori. Lo smog inoltre ha un impatto sullo sviluppo cognitivo e può scatenare malattie respiratorie come l’asma, ma anche favorire tumori infantili. Chi ha respirato aria inquinata da piccolo ha un rischio aumentato di malattie cardiovascolari da adulto. Secondo le ultime stime dell’Oms, l'inquinamento dell’aria è attualmente una delle maggiori minacce per la nostra salute.

Resistenza agli antibiotici

La resistenza agli antibiotici è ormai un problema globale da tempo. Ogni anno, nel mondo, aumenta il numero delle infezioni non controllabili con gli antibiotici che abbiamo a disposizione (25 mila solo in Europa). Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità la resistenza agli antibiotici è una delle principali minacce alla salute pubblica e, se non si troverà un rimedio a questo, da qui al 2050 i “superbug”, i superbatteri, saranno responsabili di gravi effetti collaterali per la salute. Questo fenomeno rischia, inoltre, di compromettere le pratiche chirurgiche così come i trattamenti antitumorali perché non sarà più possibile prevenire o fermare anche le infezioni più banali.

Malattie non trasmissibili

Sono considerate malattie non trasmissibili patologie come il diabete, i tumori o malattie cardiache. Tutte insieme sono responsabili di circa il 70% di tutti i decessi avvenuti in un anno.

Pandemia globale di influenza

Nel 2019 potrebbe verificarsi una nuova pandemia influenzale. Non è possibile prevedere esattamente quando si verificherà ma è considerato un evento sicuro a breve termine. L’Oms la chiama «malattia X»: una malattia potenzialmente pandemica per cui mancano ancora armi di difesa. Gli esperti parlano di un’epidemia internazionale che può essere causata da un patogeno di cui al momento non si conosce la capacità di causare malattie nell’uomo.

Crisi umanitarie

Secondo l’Oms, vivere in Paesi perennemente in crisi è uno dei pericoli principali per la salute mondiale: le crisi umanitarie dovute a guerre o catastrofi naturali coinvolgono 1,6 miliardi di persone e in questi luoghi l’assistenza sanitaria è insufficiente.

Ebola e Dengue

Nel 2018 la Repubblica del Congo ha dovuto fronteggiare due focolai di Ebola. La malattia ha coinvolto anche zone urbane densamente popolate interessate, tra l’altro, da conflitti. L’infezione da virus Ebola è stata inserita, inoltre, nella lista redatta dall’Oms delle patologie che possono scatenare epidemie e per le quali non ci sono trattamenti efficaci o vaccini, assieme alla Sars e all’infezione da Zika virus. Queste patologie hanno la priorità in materia di investimenti per ricerca e sviluppo. Anche la febbre dengue può rappresenta un rischio. Da malattia tipica dei Paesi tropicali, sta cominciando a interessare anche aree con climi più temperati: si stima che il 40% della popolazione mondiale sia a rischio. Nelle forme più gravi, l’infezione trasmessa dalle zanzare può anche essere letale. L’Oms punta a ridurre i decessi del 50% nel 2020.

Assistenza sanitaria insufficiente

Molti Paesi non hanno ancora un sistema sanitario con standard minimi di efficienza e sicurezza e pertanto la copertura sanitaria non può essere garantita. I Paesi membri dell’Oms si sono però impegnati a rinnovare i servizi sanitari di base in queste zone del mondo.

Hiv e Aids

Quasi un milione di persone ogni anno perde la vita per l’infezione da Hiv e per l’Aids. Oggi circa 37 milioni di persone convivono con l’infezione. Nel 2019 l’Oms lavorerà per supportare l’introduzione di test per l’autovalutazione così che più persone potranno conoscere il loro status e, nel caso, ricevere i trattamenti adeguati.

Fonte: corriere.it


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