Sinusite, quali soluzioni ci sono?

La sinusite è una condizione abbastanza comune e generalmente non grave, anche se fastidiosa e persistente. Spesso chi va soggetto al disturbo le ha tentate tutte, ma senza risultati. Praticamente tutti conosciamo qualcuno che soffre di sinusite in modo ricorrente o che fatica a trovare una valida soluzione al problema. Perché un malanno così diffuso, considerato quasi «banale», è in grado di causare disagi così pesanti?

Che cos’è la sinusite?

È un’infiammazione della mucosa che riveste i seni paranasali. Può svilupparsi in seguito a una rinite, ovvero il comune raffreddore. La causa è solitamente di tipo virale, cui eventualmente si aggiungono infezioni batteriche o, più raramente, fungine. Le rinosinusiti stagionali sono spesso dovute ad allergie.

Dove si trovano i seni paranasali?

Si tratta di cavità che contengono aria, connesse alla fossa nasale. Semplificando, possiamo immaginare il naso come un corridoio e i seni paranasali come stanze che vi si affacciano. Come la cavità nasale, anche i seni sono rivestiti da mucosa respiratoria che ha una funzione simile a quella della mucosa del naso: produce il muco, una sostanza fluida che ha il compito di filtrare l’aria introdotta dall’esterno. I seni si dividono in frontali (quelli posti sopra le orbite oculari), mascellari (sotto le orbite), etmoidali (localizzati nella parte superiore del naso) e sfenoidali (contenuti nell’osso sfenoide, al centro del cranio). L’infiammazione può riguardare tutti i seni o soltanto alcuni di essi. Le sinusiti sono più frequenti nell’adulto, dato che i seni paranasali sono completamente sviluppati. Nei bambini può scatenarsi un’infiammazione acuta dell’osso etmoide: è un evento raro, da non sottovalutare per le possibili complicanze.

Quali sono i sintomi?

Inizialmente sono quelli riconducibili alla rinite: difficoltà respiratoria nasale, malessere, febbre, lacrimazione, diminuzione dell’olfatto, mal di testa, secrezione catarrale (dapprima limpida, poi giallognola a causa dell’eventuale infezione batterica)». Il mal di testa da sinusite si riconosce perchè è percepito come un senso di peso sopra o sotto gli occhi e, in caso di sbalzo di altitudine, come dolore violento.

Esiste una predisposizione individuale?

Vi sono situazioni anatomiche, come la deviazione del setto nasale o l’ipertrofia dei turbinati (piccole strutture ossee rivestite di mucosa, all’interno delle fosse nasali), che predispongono alle sinusiti, perché la riduzione del passaggio dell’aria dà luogo a un ristagno di secrezione che rischia di favorire l’instaurarsi di un’infezione. La sinusite può presentarsi anche in concomitanza con altre malattie. L’orecchio medio, infatti, è collegato alle cavità nasali attraverso la tuba di Eustachio, per cui in caso di rinite è possibile che si sviluppino sia l’otite che la sinusite.

Perché si parla di «sinusiti», al plurale?

Esistono diverse forme del disturbo. La rinosinusite acuta è un’infezione con un decorso tipico: rinite catarrale, rinite purulenta, poi la sinusite e la successiva guarigione aiutata dalla terapia. Il ripetersi di episodi acuti e la frequente difficoltà respiratoria (su base anatomica o allergica) sono fattori di rischio per l’instaurarsi di un’altra forma di sinusite, quella cronica. Inoltre, la malattia prende un nome specifico a seconda dei seni paranasali che ha colpito.

Come si fa la diagnosi?

I sintomi della sinusite possono essere sfumati: in caso di sospetto va eseguita un’endoscopia nasale da parte di un otorinolaringoiatra e una Tac. In generale, si può pensare alla presenza del disturbo se un raffreddore dura più di 10-15 giorni, se c’è un mal di testa forte che non risponde agli antidolorifici e se compare gonfiore su fronte, occhi, naso o zigomi.

Le allergie rappresentano un fattore di rischio?

La sinusite è spesso la regola negli allergici: il bersaglio della reazione è la mucosa del naso che, in seguito allo stimolo allergico, si gonfia fino a formare escrescenze (i cosiddetti «polipi»). Queste ultime e l’ipertrofia dei turbinati riducono lo spazio respiratorio e il conseguente passaggio dell’aria, favorendo il ristagno delle secrezioni e il possibile sviluppo di sinusite cronica. Le complicanze sono rare ma potenzialmente pericolose e derivano dalla propagazione dell’infezione dai seni paranasali alle strutture circostanti come le cavità orbitarie, ovvero le orbite oculari.

Come si può trattare la sinusite?

Il trattamento della sinusite, sia acuta che cronica (quest’ultima si ha quando il disturbo ha una durata superiore alle 12 settimane), ha l’obiettivo principale di controllare i sintomi, mediante corticosteroidi prescritti dal medico e lavaggi nasali con soluzione fisiologica. Nella maggior parte dei casi le rinosinusiti sono di origine virale, per cui non servono gli antibiotici. Sono sufficienti decongestionanti nasali, mucolitici e antipiretici. Gli antibiotici sono indicati in caso di infezione batterica, facile da riconoscere per la comparsa di secrezione purulenta gialla o verde, oppure laddove i sintomi persistano per più di dieci giorni o peggiorino nuovamente dopo un temporaneo miglioramento. La terapia antibiotica è raccomandata anche per le recidive della sinusite cronica, che però nei casi più gravi richiede il ricorso alla chirurgia.

Fonte: corriere.it

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